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Tutor virtuali a scuola: l’Intelligenza Artificiale può diventare uno strumento di inclusione?

Una scuola sempre più digitale

La trasformazione digitale sta modificando progressivamente anche il modo in cui la Scuola organizza l’insegnamento, l’apprendimento e l’accesso ai contenuti. Strumenti digitali, piattaforme educative e sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale stanno entrando nel dibattito scolastico non solo come innovazioni tecniche, ma anche come possibili risposte a bisogni educativi sempre più diversificati.

In questo scenario, il tema delle tecnologie assistive assume un ruolo particolare, perché riguarda il rapporto tra accessibilità, inclusione e partecipazione alla vita scolastica. Capire come questi strumenti possano essere utilizzati, quali opportunità rappresentino e quali rischi nascondano significa interrogarsi più in generale sul futuro della Scuola e sul modo in cui l’innovazione può contribuire a renderla più equa.

Dai BES alle tecnologie assistive

La classificazione di “Bisogni Educativi Speciali” (BES) così come la conosciamo oggi viene utilizzata per la prima volta nel rapporto ISCED 1997, in cui viene specificato che tale denominazione è da intendersi estesa – oltre ai soggetti in età scolastica affetti da disabilità – a qualunque bambino che riscontri difficoltà scolastiche legate a un dato fattore.

In Italia, la formalizzazione della categoria BES avviene soltanto nel 2012, quando nella Direttiva del MIUR del 27 dicembre viene definita come una categoria ampia, che comprende disabilità, disturbi evolutivi specifici e situazioni di svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale; in tal senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali, sia per motivi fisici, biologici, fisiologici, che per motivi psicologici e sociali, rispetto ai quali è necessario offrire una risposta adeguata e personalizzata.

Esistono numerosi strumenti – già previsti dalla Scuola italiana – per rispondere ai BES: Piani Didattici Personalizzati, misure dispensative, didattica individualizzata e strumenti compensativi che servono ad aiutare i soggetti BES a raggiungere gli obiettivi prefissati per l’intero gruppo classe tramite modalità di apprendimento che si adattino alle loro necessità specifiche (MIUR, 2011). È proprio in questa logica di adattamento e personalizzazione che si collocano le tecnologie assistive: prima ancora che a scuola, vengono utilizzate nella vita quotidiana per sostenere autonomia, comunicazione e partecipazione di soggetti affetti da difficoltà funzionali temporanee o permanenti, e permettono a queste persone l’accesso ad informazioni e dispositivi digitali e la possibilità di leggere, scrivere o interagire con l’ambiente esterno, favorendo così la loro partecipazione sociale, educativa e lavorativa (World Health Organization & UNICEF, 2022). L’utilizzo di queste tecnologie a scuola rappresenta perciò un’estensione naturale delle misure già previste per gli studenti BES poiché mirano, più che a creare una versione semplificata dell’esperienza scolastica, a garantire integrazione e partecipazione attiva alla vita di classe.

Il tutor virtuale: potenzialità e sfide

A partire da queste premesse e grazie all’integrazione con l’IA generativa, un tutor digitale può trasformarsi in una risorsa più flessibile, conversazionale e proattiva. In concreto, il tutor virtuale può leggere un testo, semplificarlo, proporre una sintesi, generare domande di comprensione, spiegare perché una risposta è incompleta e suggerire strategie per correggerla. La differenza rispetto agli strumenti compensativi tradizionali risiede nell’integrazione, poiché più funzioni vengono riunite in un ambiente che può adattarsi al modo in cui lo studente procede. Per questo il tutor virtuale si lega bene alla logica BES: non interviene su una sola difficoltà, ma può accompagnare più fasi dello studio, dall’accesso al testo alla rielaborazione dei contenuti.

Un recente studio sugli Intelligent Tutoring Systems a scuola li descrive come ambienti digitali basati sull’IA, capaci di monitorare i progressi dello studente, individuare difficoltà ed errori e proporre percorsi di apprendimento più adeguati al singolo alunno (Létourneau et al., 2025). Questa definizione aiuta a chiarire il nodo centrale della questione: un tutor virtuale non dovrebbe essere una macchina che fornisce risposte pronte, ma uno strumento che supporta e stimola il ragionamento dello studente.

In questo senso, il tutor virtuale non sostituisce il pensiero critico ma lo rende più accessibile. Fiorucci e Bevilacqua (2024), riflettendo sull’IA nella pedagogia e nella didattica speciale, sottolineano infatti che le opportunità offerte dagli strumenti virtuali sono realmente utili solo se accompagnate da una costante attenzione verso i bisogni degli studenti, i rischi di esclusione e i possibili bias dei sistemi digitali.

Il ruolo degli insegnanti e un primo progetto italiano

Nell’ottica di un crescente utilizzo dell’IA nelle scuole, il ruolo degli insegnanti è più importante che mai: con l’aumentare della capacità tecnica degli strumenti, diventa fondamentale la regia educativa del docente. Il tutor virtuale può adattare materiali, suggerire attività e offrire feedback, ma non conosce davvero la storia dello studente e ciò che succede in classe. È il docente a interpretare i bisogni dell’alunno, a scegliere gli strumenti da utilizzare e soprattutto a valutare se questi ultimi stanno realmente favorendo l’autonomia dello studente o presentino il rischio di trasformarsi in scorciatoie che indeboliscono il ragionamento critico.

Per questo la questione non è introdurre l’IA al posto della didattica, ma la progettazione consapevole. Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito richiamano la necessità di un’adozione responsabile dell’IA nelle scuole (MIM, 2025). Nella stessa direzione, Panciroli e Rivoltella (2023) parlano di pedagogia algoritmica per indicare che non basta implementare uno strumento digitale: bisogna comprenderne implicazioni, limiti e responsabilità.

È seguendo questo principio che opera Pathway Companion, uno dei primi progetti in Italia ad impiegare una forma di tutoraggio virtuale integrata con l’IA e pensata specificamente per i ragazzi BES, in particolare per chi incontra difficoltà nella lettura e nella comprensione del testo. La piattaforma viene presentata come un sistema capace di funzionare da “compagno e guida costante” in un processo educativo più accessibile e coinvolgente (Fondazione Mondo Digitale, n.d.). Il progetto, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con il supporto di Google, Fondazione Don Gnocchi, ITLogiX e Università degli Studi Roma Tre è infatti rivolto anche ai caregiver educativi: docenti curricolari, insegnanti di sostegno, educatori, tutor dell’apprendimento e genitori.

In questo modo, l’IA non sostituisce l’adulto, ma diventa un supporto per adattare contenuti didattici standard in formati più fruibili, personalizzati e accessibili. L’articolo di Vita (2024) sottolinea proprio questa dimensione: lo smart tutor dovrebbe aiutare a trasformare i materiali scolastici sotto la supervisione di insegnanti o genitori, mantenendo quindi centrale la responsabilità educativa umana.

Il quadro europeo e internazionale e il futuro dei tutor virtuali

A livello europeo, la Commissione ha già pubblicato linee guida etiche sull’uso dell’Intelligenza Artificiale e dei dati nell’insegnamento, rivolte a docenti e dirigenti scolastici. Il documento non promuove l’innovazione in senso assoluto, ma insiste su trasparenza, supervisione umana, competenze digitali degli insegnanti e uso responsabile dei dati (Commissione europea, 2022). Anche l’UNESCO richiama soprattutto la dimensione etica, chiedendo politiche capaci di proteggere i dati degli studenti, mantenere una visione centrata sulla persona e garantire strumenti adeguati all’età e al contesto educativo (Miao & Holmes, 2023). Infine, l’OCSE interpreta l’IA come parte di una trasformazione più ampia delle competenze e dei sistemi educativi: nel Digital Education Outlook 2023, la transizione digitale viene collegata alla costruzione di ecosistemi affidabili, equi ed efficaci, non semplicemente più tecnologici (OECD, 2023).

Dal quadro internazionale emergono dei temi critici ripresi più volte: l’importanza di garantire privacy e sicurezza sui dati, specialmente quando si ha a che fare con dei minori, la necessità di adattare gli strumenti digitali utilizzati ai singoli casi e la responsabilità di utilizzare solo quegli strumenti che possono effettivamente trovare un giusto impiego nelle scuole, in ultimo il dovere di assicurare uguale accesso a strumenti digitali e IA a tutte le scuole per non aumentare involontariamente il divario educativo che le tecnologie assistive puntano ad eliminare. Nel contesto italiano, la direzione futura dovrebbe quindi essere quella di tutor virtuali progettati insieme a insegnanti, famiglie, esperti di inclusione e studenti stessi: strumenti accessibili, verificabili, trasparenti e integrabili nei PDP e nelle pratiche didattiche quotidiane.

Conclusioni

I tutor virtuali possono rappresentare un’evoluzione promettente delle tecnologie assistive, perché integrano in un unico ambiente accesso ai contenuti, personalizzazione dello studio, feedback e supporto alla rielaborazione: per gli studenti con BES, questo significherebbe poter affrontare alcune difficoltà senza essere esclusi dalla normale esperienza scolastica.

Allo stesso tempo, il loro valore dipende dal modo in cui vengono progettati e utilizzati. Il rischio principale è che l’IA trasformi il supporto in sostituzione, offrendo risposte pronte e favorendo un progressivo appiattimento del pensiero critico. Lo stesso impiego educativo dei tutor virtuali e dell’IA solleva alcune condizioni essenziali: tutela della privacy, supervisione umana, accessibilità, qualità pedagogica ed equità di accesso. Solo tenendo insieme queste dimensioni il tutor virtuale può diventare non una scorciatoia, ma uno strumento realmente inclusivo, capace di rafforzare l’autonomia dello studente e il ruolo educativo della Scuola.

Bibliografia e sitografia

Agenzia per l’Italia Digitale. (n.d.). Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici. https://www.agid.gov.it/it/design-servizi/accessibilita/linee-guida-accessibilita-pa

Associazione Italiana Dislessia. (n.d.). Gli strumenti compensativi. https://www.aiditalia.org/gli-strumenti-compensativi

Commissione europea. (2022). Ethical guidelines on the use of artificial intelligence and data in teaching and learning for educators. Publications Office of the European Union.

https://education.ec.europa.eu/news/ethical-guidelines-on-the-use-of-artificial-intelligence-and-data-in-teaching-and-learning-for-educators

Fiorucci, A., & Bevilacqua, A. (2024). Un matrimonio quasi felice… l’intelligenza artificiale nell’ambito della pedagogia e della didattica speciale: opportunità e rischi. Italian Journal of Special Education for Inclusion. https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sipes/article/view/7547

Fondazione Mondo Digitale. (n.d.). Pathway Companion. https://www.mondodigitale.org/progetti/pathway-companion

Létourneau, A., Deslandes Martineau, M., Charland, P., Karran, J. A., Boasen, J., & Léger, P. M. (2025). A systematic review of AI-driven intelligent tutoring systems (ITS) in K-12 education. npj Science of Learning, 10, Article 29. https://www.nature.com/articles/s41539-025-00320-7

Miao, F., & Holmes, W. (2023). Guidance for generative AI in education and research. UNESCO. https://www.unesco.org/en/articles/guidance-generative-ai-education-and-research

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. (2011). Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.https://www.mim.gov.it/documents/

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. (2012). Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica.https://www.mim.gov.it/documents/

Ministero dell’Istruzione e del Merito. (2025). Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche.https://www.mim.gov.it/documents/

Nisi, A. (2024). Scuola e inclusione: Quando l’intelligenza artificiale diventa un tutor. Vita. https://www.vita.it/scuola-e-inclusione-quando-lintelligenza-artificiale-diventa-un-tutor/

OECD. (2023). OECD Digital Education Outlook 2023: Towards an effective digital education ecosystem. OECD Publishing. https://www.oecd.org/en/publications/oecd-digital-education-outlook-2023_c74f03de-en.html

Panciroli, C., & Rivoltella, P. C. (2023). Pedagogia algoritmica: Per una riflessione educativa sull’Intelligenza Artificiale. Scholé. https://cris.unibo.it/handle/11585/941696

UNESCO. (1997). International Standard Classification of Education: ISCED 1997. UNESCO. https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000146967.locale=en (unesdoc.unesco.org)

World Health Organization & UNICEF. (2022). Global report on assistive technology. World Health Organization. https://www.who.int/publications/i/item/9789240049451