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Legge di Bilancio 2026: nuovi standard per équipe e domiciliarità e transizione al sistema di garanzia dei LEPS

di Emilio Gregori | 16 Febbraio 2026

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Attualità

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) segna un passaggio rilevante nel percorso di attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), rafforzando un quadro normativo che negli ultimi anni ha progressivamente definito standard minimi nazionali per i servizi sociali territoriali.

La manovra 2026 interviene su due piani: da un lato introduce un Sistema di garanzia dei LEPS nel settore sociale (commi 696–714), dall’altro definisce nuovi LEPS strutturali e prestazionali al comma 700. Per gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) si tratta di un passaggio destinato ad incidere direttamente su organizzazione, programmazione e dotazione professionale.

Il Sistema di garanzia dei LEPS (commi 696–714)

I commi 696–714 delineano l’architettura del nuovo sistema di garanzia dei livelli essenziali in ambito sociale, con decorrenza dal 2027.

In particolare, i commi 699–705 prevedono:

  • definizione di livelli di spesa e fabbisogni di riferimento;
  • individuazione di obiettivi di servizio per gli ATS;
  • monitoraggio strutturato;
  • eventuali misure correttive e sostitutive in caso di scostamenti.

Il 2026 sarà l’anno di predisposizione degli atti attuativi (DPCM), con definizione dei parametri operativi. Non si tratta di una centralizzazione dei servizi, che restano di competenza territoriale, ma di un rafforzamento del coordinamento nazionale finalizzato a ridurre i divari tra territori.

Verso il superamento della spesa storica

Il nuovo impianto avvia un percorso di progressivo superamento del criterio della spesa storica. Il finanziamento dei servizi sociali viene orientato verso:

  • fabbisogni standard;
  • livelli di servizio misurabili;
  • parametri oggettivi.

La transizione sarà graduale, ma inciderà in modo significativo sulla logica della programmazione finanziaria degli enti locali.

La responsabilità degli Ambiti Territoriali Sociali

Nel nuovo assetto, gli ATS assumono un ruolo centrale. Ai sensi dei commi 699–705, gli Ambiti sono chiamati a:

  • garantire il raggiungimento degli obiettivi di servizio;
  • assicurare l’erogazione dei LEPS secondo standard nazionali;
  • partecipare ai sistemi di monitoraggio.

Il modello resta multilivello: lo Stato definisce standard e strumenti di garanzia; l’erogazione concreta delle prestazioni resta in capo ai territori. La capacità organizzativa degli ATS diventa quindi elemento decisivo.

Il nuovo LEPS organizzativo: l’équipe multidisciplinare (comma 700, lett. b)

Il comma 700, lettera b), introduce un LEPS di natura organizzativa, qualificando come livello essenziale:

“un’équipe multidisciplinare (…) composta a livello di ATS da uno psicologo ogni 30.000 abitanti e da un educatore professionale socio-pedagogico (…) ogni 20.000 abitanti”.

Viene così definito uno standard minimo nazionale di dotazione professionale:

  • 1 psicologo ogni 30.000 abitanti;
  • 1 educatore professionale socio-pedagogico ogni 20.000 abitanti.

Per la prima volta la legge qualifica come LEPS uno standard strutturale relativo all’organizzazione dell’Ambito. L’équipe multidisciplinare diventa parte integrante del perimetro dei livelli essenziali.

Il nuovo LEPS dell’assistenza domiciliare (comma 700, lett. c)

Il comma 700, lettera c), introduce un ulteriore LEPS, di natura prestazionale, relativo all’assistenza domiciliare sociale per le persone non autosufficienti. È qualificata come livello essenziale:

“un’ora settimanale di assistenza domiciliare (…) da modulare in funzione della consistenza della platea dei beneficiari, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente”.

Viene dunque fissato uno standard minimo nazionale di assistenza domiciliare, con due precisazioni:

  • modulazione in base alla platea effettiva;
  • attuazione entro le risorse disponibili.

La domiciliarità, già centrale nella programmazione nazionale, assume così una qualificazione esplicita come LEPS. Il rafforzamento si inserisce in un quadro più ampio di integrazione socio-sanitaria e valorizzazione dei Punti Unici di Accesso (PUA), snodi organizzativi fondamentali per garantire uniformità nell’accesso alle prestazioni.

Assistenza all’autonomia e alla comunicazione scolastica

La manovra interviene anche sul quadro dei livelli essenziali in materia di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per studenti con disabilità, rafforzando la definizione di standard minimi nazionali. L’obiettivo è ridurre le disomogeneità territoriali e assicurare coerenza con il Piano Educativo Individualizzato (PEI), in un ambito in cui l’uniformità territoriale è particolarmente sensibile.

Un anno strategico per gli ATS

Attraverso i commi 696–714 e 700, la Legge di Bilancio 2026 rafforza concretamente l’architettura dei LEPS, introducendo sia un sistema di garanzia sia nuovi standard organizzativi e prestazionali. Per gli Ambiti Territoriali Sociali il 2026 rappresenta un anno cruciale di preparazione:

  • adeguamento agli standard professionali minimi;
  • pianificazione dell’attuazione dell’ora settimanale di assistenza domiciliare;
  • rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e governance.

Il passaggio dalla definizione formale dei livelli essenziali alla loro effettiva garanzia territoriale segna una nuova fase per il sistema dei servizi sociali, in cui la capacità organizzativa degli Ambiti sarà determinante per la riduzione dei divari territoriali.

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