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La Legge di Bilancio 2026 e i nuovi criteri per il calcolo dell’ISEE

di Jacopo Battista | 25 Febbraio 2026

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Attualità

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto nuovi parametri per il calcolo dell’ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente). Il cambiamento non è generalizzato, ma si riferisce ad alcune specifiche prestazioni socioeconomiche.

L’ISEE è l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono ricevere una prestazione assistenziale agevolata. L’accesso a tali servizi è infatti regolato dal possesso di determinati requisiti economici della famiglia, calcolati in base a una dichiarazione anagrafica, reddituale e patrimoniale (Dichiarazione Sostitutiva Unica – DSU). La compilazione di queste informazioni è soggetta a revisione periodica e ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della DSU.

L’algoritmo per il calcolo dell’ISEE, pertanto, è formulato come segue: si calcola l’ISE, che è dato dal reddito complessivo del nucleo familiare più il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare, si procede poi a dividere l’ISE per il parametro della scala di equivalenza, che tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare e ad alcune relative maggiorazioni applicabili in casi specifici (la presenza di un figlio di età inferiore ai tre anni, soggetti ricoverati in strutture per disabili, ecc.).

Tuttavia, come precedentemente accennato, le prestazioni per cui è stato previsto un cambiamento includono solamente l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, il Bonus Asilo Nido e il Bonus Nuovi Nati e non tutte le prestazioni a cui si può avere accesso tramite ISEE.

L’obiettivo principale di questa correzione al calcolo della situazione economica è duplice. Da un lato vuole agevolare l’accesso ai sussidi tramite l’incremento delle franchigie sulla prima casa. Dall’altro si aumentano i coefficienti di calcolo per ciascun figlio aggiuntivo.

In primo luogo, si è passati da una soglia di 52.500 a 91.500 euro attuali e fino a 120.000 euro per coloro che risiedono in capoluoghi di città metropolitane. L’aumento della franchigia riduce il patrimonio che viene conteggiato ai fini ISEE. Di conseguenza, il valore finale dell’indicatore diminuisce e più famiglie possono rientrare nelle soglie di accesso ai benefici. Questo aumento è sostenuto da una letteratura scientifica sui test sul patrimonio che ha evidenziato che regole patrimoniali troppo rigide potrebbero scoraggiare i risparmi e di conseguenza anche gli investimenti delle famiglie. Perciò un’eccessiva concentrazione del calcolo ISEE sul reddito, che penalizzi in maniera eccessiva il lato patrimoniale potrebbe contribuire a rendere le famiglie più vulnerabili. Inoltre, l’idea di un valore maggiorato laddove i valori immobiliari sono più elevati è coerente con un progetto di sviluppo che riconosce il ruolo centrale dell’abitazione e della stabilità economica e sociale da essa derivante; Difatti, il contesto abitativo è molto importante per la stabilità della famiglia e per la sua completa e futura evoluzione.

La nuova Legge di Bilancio prevede inoltre la maggiorazione dei coefficienti della scala di equivalenza rispetto alla configurazione vigente, si aggiunge (+0,10) per nucleo con due figli, (+0,25) per nucleo con tre figli, (+0,40) per nucleo con quattro figli e (+0.55) per nucleo con cinque figli. Chiaramente l’aumento del coefficiente riduce il valore finale dell’ISEE, poiché l’ISE viene diviso per un numero finale più alto.

Le norme precedenti prevedevano che famiglie più numerose avessero un ISEE relativamente più basso a parità di reddito; tuttavia, le maggiorazioni attuali rendono il calcolo ancor più favorevole per questo tipo di nuclei.

Le scale di equivalenza per i figli a carico non sono fisse o neutre; infatti, cambiano in base ai bisogni relativi di adulti/figli, piccole variazioni spostano graduatorie in modo tangibile. Questa scelta si basa su valutazioni del “peso” economico di un figlio rispetto ad un adulto e tiene conto delle cosiddette economie di scala nel contesto familiare, cioè del fatto che vivere insieme permette di condividere alcune spese (cibo, trasporti, abitazione, ecc.).

Per quanto riguarda i possibili sviluppi dovuti ai cambiamenti in essere nella Legge di Bilancio 2026, possiamo rilevare dei possibili argomenti da tenere sotto controllo, quali la futura distribuzione geografica dei beneficiari, guardando in particolare alle differenze tra grandi città/metropolitane e provincie e all’effettivo targeting delle famiglie più numerose. Infatti, piccole variazioni di reddito potrebbero far superare le soglie di accesso alle agevolazioni e quindi famiglie con situazioni economiche molto simili potrebbero ricevere trattamenti diversi. Proprio per questo è importante verificare la sensibilità delle misure alle scale di equivalenza.

Infine, nel medio periodo, l’aumento dell’accesso ai contributi previsti comporterà maggiori spese pubbliche. Si configurano pertanto due possibili scenari: un adattamento delle soglie/stanziamenti o, in alternativa, future pressioni per estendere il nuovo criterio ad altre prestazioni, riducendo così la frammentazione regolatoria iniziale.

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