La DGR XII/6320 di Regione Lombardia: cosa cambia davvero per gli Uffici di Piano
Con la DGR XII/6320 del 15 giugno 2026, la Giunta regionale lombarda ha approvato il Programma Operativo Regionale per la non autosufficienza 2025-2027, dando attuazione al DPCM del 20 aprile 2026 con cui il Governo ha adottato il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e ripartito il Fondo per le Non Autosufficienze tra le regioni. Il DPCM era stato registrato dalla Corte dei Conti il 25 maggio 2026: Regione Lombardia ha approvato la propria programmazione in soli 21 giorni dalla decorrenza del termine, cosa non banale considerando la complessità del provvedimento.
Il risultato è un atto denso — tre allegati sostanziali per quasi novanta pagine — che merita una lettura attenta, perché contiene alcune novità strutturali rilevanti e soprattutto impone agli Uffici di Piano una serie di adempimenti urgenti con scadenze molto ravvicinate. Questo articolo prova a offrire una guida pratica ai punti che contano davvero.
Il quadro generale: risorse, struttura, platee
Le risorse assegnate alla Lombardia per il triennio 2025-2027 a valere sul FNA ammontano a circa 494 milioni di euro, ripartiti in quote indistinte e quote vincolate — LEPS per anziani, Vita Indipendente/Pro.Vi, PUA. Sommando le risorse proprie regionali, il Fondo Sanitario Regionale e il FSE+, la dotazione complessiva triennale sale a 710 milioni di euro, con circa 226 milioni programmati per il solo 2026.
La struttura delle misure rimane quella consolidata: Misura Sostegno (contributi economici mensili), Misura Servizi (interventi integrativi sociali, voucher sociosanitario, voucher ASD) e Misura Pro.Vi per la vita indipendente. Le quattro quote del FNA — indistinta, vincolata LEPS, vincolata Pro.Vi, vincolata PUA — sono confermate con le stesse finalità del ciclo precedente.
Cambia la denominazione delle platee, per effetto del D.Lgs. 62/2024 che entra in applicazione sperimentale: i “gravissimi” diventano “persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo molto elevato”, i “gravi” diventano “persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo elevato”. La logica operativa B1/B2 è però pienamente riconoscibile e continua a strutturare tutta la governance.
La DGR lombarda segue, come ovvio che sia, il PNNA 2025-2027, che si autodefinisce come un piano di transizione, quindi un work in progress ancora aperto in attesa del triennio 2028-2030.
Da segnalare infine la risoluzione di un nodo che bloccava molti Comuni: la Corte dei Conti, con deliberazione n. 10/SEZAUT/2026/QMIG, ha chiarito che le risorse FNA destinate ai PUA per assunzioni di personale sono eterofinanziamenti statali, quindi escluse dai tetti assunzionali del DL 34/2019. Si sblocca così una quota fino ad ora quasi inutilizzata.
La novità strutturale: la valutazione multidimensionale come porta d’accesso unica
È questo il cambiamento di paradigma più rilevante sul piano operativo, e vale la pena capirlo bene perché ridisegna tutta la modulistica degli avvisi.
Fino ad oggi il cittadino che si rivolgeva all’Ambito per accedere alle misure FNA sceglieva il dispositivo: faceva domanda per il buono caregiver, oppure per il buono badante, oppure per il voucher sociosanitario. Con la nuova programmazione questo meccanismo scompare. Il cittadino presenta unicamente una richiesta di valutazione multidimensionale. Sarà l’équipe — in composizione integrata tra ASST e Ambito — a definire nel progetto personalizzato quali misure attivare, in quale combinazione e con quale intensità.
Questo è coerente con il principio del progetto di vita introdotto dal D.Lgs. 62/2024 e con la logica dei LEPS, ma ha implicazioni operative immediate e non banali: la modulistica degli avvisi va riscritta integralmente, i form delle piattaforme digitali vanno ripensati, e i flussi di istruttoria degli Uffici di Piano vanno riorganizzati.
La gestione dei beneficiari già in carico: continuità fino al 2027
Per i soggetti già titolari di progettualità FNA 2024 e/o in carico alla data di approvazione della DGR, il meccanismo è di continuità fino al 31 dicembre 2027 senza necessità di ripresentare domanda. La continuità copre l’intero progetto individuale in essere — sia i contributi economici mensili della Misura Sostegno sia gli interventi di assistenza diretta della Misura Servizi, compreso il SAD, se previsti nel PAI attivo.
La procedura richiesta è semplificata: il beneficiario deve comunicare il mantenimento dei requisiti di accesso, la presenza del sistema di cura (caregiver familiare o personale di assistenza regolarmente impiegato), la validità del progetto attivo, allegando documentazione ISEE aggiornata. Dal 2027 scatta un meccanismo annuale di conferma con termine il 31 marzo di ciascun anno: non è una nuova domanda, ma la mancata comunicazione entro quella data comporta la decadenza dalla misura.
Un punto critico che gli Uffici di Piano devono verificare subito: la continuità del SAD presuppone che i contratti con i gestori siano ancora attivi o prorogabili fino al 31 dicembre 2027. Dove quei contratti sono in scadenza, il problema è urgente.
I nuovi accessi: bando a sportello fino al 2027
Per i nuovi casi, la DGR prevede che gli Ambiti attivino le procedure entro 30 giorni dall’approvazione, quindi entro il 15 luglio 2026. Le nuove istanze per i gravissimi/alto bisogno possono essere presentate all’ASST a partire dal 22 giugno.
L’elemento più importante riguarda la struttura dell’avviso. La DGR consente esplicitamente procedure “di durata superiore ai 12 mesi e comunque fino al 31/12/2027”: questo significa che l’avviso per i nuovi accessi può e dovrebbe essere strutturato come bando a sportello aperto fino al 31 dicembre 2027, senza finestre annuali. È la scelta più coerente con la nuova logica del progetto personalizzato pluriennale.
Il vincolo dei 30 giorni riguarda la pubblicazione dell’avviso, non la sua scadenza. Il margine è solo sulla scadenza.
La DGR contiene anche un’indicazione che vale la pena qualificare correttamente: dice che le valutazioni dei nuovi casi dovrebbero concludersi “auspicabilmente entro il 30 settembre 2026”. Questo termine va letto per quello che è — ordinatorio e auspicabile — e non come scadenza rigida. È peraltro intrinsecamente contraddittorio con altre disposizioni dello stesso testo: se le domande per i gravissimi possono arrivare fino al 31 ottobre e gli avvisi possono restare aperti fino al 2027, è evidentemente impossibile che tutte le valutazioni convergano entro settembre. Si tratta di un residuo della vecchia logica a finestra annuale rimasto nel testo senza essere coordinato con le nuove disposizioni.
La programmazione delle risorse: cosa decide davvero l’Ambito
La struttura del FNA con quote vincolate riduce significativamente i margini di decisionalità degli Ambiti rispetto al passato. La quota LEPS è vincolata per definizione ai servizi di cui al comma 162 lettere a, b, c della legge 234/2021 — assistenza domiciliare sociale, servizi di sollievo, servizi di supporto — e non può essere utilizzata per finanziare contributi economici individuali. La quota indistinta mantiene maggiore flessibilità e orienta prevalentemente i contributi economici del comma 164, pur essendo anch’essa soggetta agli indirizzi regionali.
I margini reali rimasti in capo all’Ambito sono due: la suddivisione interna della quota LEPS tra SAD, sollievo e supporto; la suddivisione della quota indistinta tra le diverse tipologie di contributo. Per entrambe, la soluzione più razionale è prendere le allocazioni percentuali dell’anno precedente e rispalmarle proporzionalmente alla nuova dotazione. È immediatamente giustificabile e non richiede analisi del fabbisogno che i tempi non consentono.
Per la quota indistinta è opportuno aggiungere nell’atto di programmazione una clausola di riallocazione flessibile: se una voce si esaurisce prima delle altre, l’Ufficio di Piano è autorizzato a riallocare le risorse residue senza tornare in Assemblea. Va ricordato che la DGR non contiene le quote per singolo Ambito: la traduzione in cifre avverrà con successivi atti delle ATS.
Il problema delle piattaforme informatiche
È il punto più critico sul piano pratico, e probabilmente il più sottovalutato. Molti Ambiti raccolgono le domande tramite piattaforme digitali con accesso SPID, gestite da software house esterne. Il passaggio dalla domanda di un dispositivo specifico alla domanda di valutazione multidimensionale non è una modifica di dettaglio: implica un ripensamento dei form, dei campi obbligatori, dei flussi di istruttoria e dell’interfaccia con i sistemi gestionali. Le software house lavorano su commessa con tempi di sviluppo incompatibili con una finestra di 30 giorni.
Il rischio concreto è che molti Ambiti pubblichino entro luglio un avviso formalmente aggiornato ma con una piattaforma ancora impostata sulla vecchia logica, con l’utente che si trova davanti a schermate che lo invitano a scegliere il dispositivo — esattamente l’opposto di quello che la DGR intende fare.
La soluzione di emergenza più praticabile è affiancare alla piattaforma digitale una modulistica cartacea o un form semplificato scaricabile con presentazione via PEC o sportello fisico, almeno per la fase iniziale. È inoltre urgente avviare il confronto con le software house producendo un documento di specifica delle modifiche minime indispensabili — partendo dalla mappatura dei campi incompatibili con la nuova logica.
Le priorità operative in sintesi
Entro il 15 luglio 2026
Adottare l’atto di programmazione che recepisca la DGR, definisca la ripartizione delle risorse per continuità con l’anno precedente con clausola di flessibilità, attivi le procedure per le comunicazioni di prosecuzione dei beneficiari già in carico, e pubblichi o autorizzi l’avviso a sportello per i nuovi accessi fino al 31 dicembre 2027. Verificare contestualmente lo stato dei contratti con i gestori del SAD.
In parallelo — luglio 2026
Predisporre la modulistica semplificata per le comunicazioni di prosecuzione. Avviare il confronto con la software house per l’adeguamento della piattaforma. Predisporre la soluzione di emergenza cartacea/PEC per i nuovi accessi.
Prossimo step analitico
Condurre uno stress test sugli avvisi emanati dagli Ambiti nell’anno precedente, per identificare le difformità rispetto alla nuova logica e produrre un modello di avviso aggiornato compatibile con la DGR.