Week 50 update – Osservatorio Welfare

di Synergia | Dicembre 12, 2025

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Attualità

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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.

Novità e Aggiornamenti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

XII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sul sito della Camera dei Deputati la XII Relazione sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, redatta ai sensi dell’articolo 21 della stessa Legge sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province Autonome. La Relazione è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche INAPP che coadiuva il Ministero nella predisposizione del documento in virtù di apposita convenzione. Il documento illustra i principali andamenti e i risultati dell’attività svolta dai servizi territoriali competenti per il collocamento mirato delle persone con disabilità, fornendo un quadro aggiornato sull’applicazione della normativa che ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. La Legge 68/1999 stabilisce che il Ministro del lavoro presenti al Parlamento ogni due anni una relazione sullo stato di attuazione della normativa, rendendo così possibile un monitoraggio sistematico delle politiche attive rivolte alle persone con disabilità nel mercato del lavoro italiano. Scopri di più su Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

Novità e Aggiornamenti dall’Istituto Superiore di Sanità

ISS: Giornata della Copertura Sanitaria Universale, nel mondo 4,6 miliardi di persone senza i servizi essenziali

L’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione sul rapporto annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato in vista della Giornata Internazionale della Copertura Sanitaria Universale celebrata il 12 dicembre, evidenziando che nel mondo 4,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali e 2,1 miliardi sono in difficoltà finanziarie a causa delle cure mediche necessarie, fra cui 1,6 miliardi vivono in povertà proprio a causa delle spese mediche. Il rapporto si basa su due indicatori sviluppati per misurare i progressi verso l’obiettivo di dare accesso universale alla sanità entro il 2030: il Service Coverage Index che misura l’accesso ai servizi sanitari è salito da 54 punti del 2000 ai 71 del 2023, mentre tra il 2000 e il 2022 la quota della popolazione globale che ha problemi finanziari causati dai pagamenti per la sanità è scesa dal 34% al 26%. Dal 2000 sottolinea il documento ci sono stati molti progressi in diverse regioni del mondo, ma le parti più povere delle popolazioni continuano a sopportare il peso più grande delle disuguaglianze. Se non si accelera sui progressi la proiezione è che nel 2030 l’indice raggiunga i 74 su 100 mentre la quota di persone che avrà problemi economici sarà di circa il 25%. Il Direttore Generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus afferma che in un contesto di tagli generali agli aiuti internazionali è tempo che i paesi investano nei propri sistemi sanitari per proteggere la salute della popolazione e l’economia. Scopri di più su Istituto Superiore di Sanità.

 

Novità e Aggiornamenti dalle Istituzioni Europee

Commissione Europea: investire nei sistemi sanitari per migliorare la salute e la prosperità degli europei

La Commissione Europea ha pubblicato un nuovo rapporto sullo stato di salute nell’UE che identifica come area critica di miglioramento le malattie non trasmissibili quali diabete o cancro che causano la maggior parte delle malattie e dei decessi prevenibili nell’UE e stanno colpendo sempre più i giovani con un numero crescente di bambini inattivi e obesi. Il rapporto mostra che l’Europa ha urgente bisogno di investire nei suoi sistemi sanitari per migliorare l’assistenza sanitaria degli europei e aumentare la competitività grazie a una forza lavoro sana, con i paesi dell’UE che stanno già attuando riforme critiche ai loro sistemi sanitari finanziate dall’Unione Europea. Il documento delinea quattro aree in cui persistono sfide e sono necessarie ulteriori azioni: affrontare il grave problema sanitario delle malattie non trasmissibili attraverso il Piano europeo per la salute cardiovascolare che mira a contrastare diabete e obesità specialmente nelle giovani generazioni e l’azione continuata nell’ambito del Piano europeo di lotta contro il cancro e dell’iniziativa Healthier Together; rafforzare la spina dorsale dell’assistenza sanitaria dell’UE con i paesi che dovrebbero continuare a migliorare i propri sistemi per attrarre e trattenere operatori sanitari di base e sviluppare nuovi modelli di assistenza basati sulla comunità; migliorare l’assistenza sanitaria attraverso la tecnologia con tutti i paesi dell’UE che ora forniscono accesso alle cartelle cliniche elettroniche e investimenti sulle ricette elettroniche, integrazione dell’IA e governance digitale in espansione; supportare la competitività dell’UE attraverso l’accesso a farmaci accessibili e l’innovazione con i paesi che sono riusciti ad attuare importanti riforme farmaceutiche per migliorare l’accesso e l’accessibilità economica dei medicinali. Insieme al rapporto sono stati pubblicati anche 29 Profili Sanitari Nazionali che coprono gli ultimi sviluppi nelle tendenze sanitarie e nei sistemi sanitari in tutti i paesi dell’UE più Islanda e Norvegia. Scopri di più su Commissione Europea.

 

Novità e aggiornamenti dalla Regione Liguria

Regione Liguria: il Consiglio regionale approva la riforma della sanità ligure

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato la riforma del Servizio Sanitario Regionale rappresentando un passaggio storico per la Liguria secondo quanto dichiarato dal presidente Marco Bucci e dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò. La riforma ha come obiettivo quello di utilizzare meglio le risorse e incrementare quelle a disposizione della cura, dei territori e dei servizi ai malati e ai cittadini attraverso la scelta di unificare le funzioni amministrative, tecniche e di supporto il cosiddetto back office mantenendo invece vicini alle persone e alle comunità i servizi diretti ai cittadini quali presìdi, distretti, medicina di base, cure domiciliari e presa in carico dei pazienti cronici. Il presidente Bucci ha sottolineato che cinque aziende sanitarie rischiano di generare frammentazione, duplicazioni, diseguaglianze e costi amministrativi che sottraggono risorse ai servizi mentre un’unica ASL permette di predisporre un sistema sanitario più semplice da governare con condizioni e retribuzioni uniformate al rialzo a livello regionale e che nelle declinazioni operative delle cinque Aree sanitarie locali sarà più vicino alle persone, più forte nelle cure territoriali e più competitivo nell’alta specialità ospedaliera. L’assessore Nicolò ha evidenziato che la Liguria è la regione più anziana d’Europa e questo dato comporta un aumento della fragilità, della complessità clinica e della domanda di servizi territoriali che un sistema frammentato non sarebbe più in grado di soddisfare, mentre con questa riforma si supera definitivamente la dispersione organizzativa costruendo un modello unitario fondato su una governance regionale forte capace di guidare il cambiamento e garantire equità e qualità delle cure. La riforma rappresenta il frutto di una scelta coraggiosa che rimette al centro la persona e il diritto alla salute guardando lontano per proteggere il futuro dei liguri e rendere il Servizio sanitario più sostenibile, più efficiente e realmente vicino a chi ogni giorno chiede assistenza e attenzione. Scopri di più su Regione Liguria.

 

Novità e aggiornamenti dalla Regione Lombardia

Regione Lombardia: Rapporto sulle povertà di Caritas Ambrosiana, i principali risultati

Caritas Ambrosiana ha pubblicato il Rapporto sulle povertà 2025 con i dati 2024 elaborati dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse a partire da un campione di 187 centri di ascolto su un totale di 400 centri in tutta la diocesi di Milano e dai servizi diocesani SAM, SILOE e SAI, per un totale di 18.934 persone incontrate con un aumento del 9,8% rispetto al 2023. I dati mostrano un costante calo degli italiani scesi al 34,5% dopo che durante la pandemia avevano superato il 40%, mentre aumentano gli immigrati al 65,5% con un notevole incremento di persone provenienti dal Perù passate dal 18,5% al 23,1% negli ultimi due anni a causa del cambiamento dei flussi migratori che oggi riguardano prevalentemente domande di protezione internazionale da parte di interi nuclei familiari. Le fragilità principali riguardano tre dimensioni: opportunità economiche con il 67,4% del campione che presenta bisogni di reddito, problematiche occupazionali che vedono prevalere i disoccupati pari a quasi la metà del campione ma con il fenomeno dei working poor che coinvolge il 24,6% delle persone incontrate, e le problematiche abitative che rimangono stabili al 14,8%. Gli anziani ultra65enni rappresentano il 12,2% del campione con una presenza più che triplicata negli ultimi 10 anni, mentre le persone fino ai 34 anni rappresentano oltre il 19% del totale quasi 1 su 5. Il rapporto evidenzia inoltre che il proliferare dei centri di ascolto oltre a essere segnale che le parrocchie cercano di attrezzarsi sempre di più nel campo della carità è anche il riflesso del moltiplicarsi di situazioni di bisogno che non trovano risposte adeguate sul territorio e che col tempo rischiano di diventare croniche come dimostra il fatto che 2/3 delle persone incontrate siano assistiti che si erano rivolti ai centri e servizi Caritas già negli anni passati. Scopri di più su Lombardia Sociale.

 

Regione Lombardia: approvate le linee guida dei Piani Territoriali di Conciliazione vita-lavoro 2025-2027

La Giunta di Regione Lombardia ha approvato la delibera relativa alle Linee guida dei Piani Territoriali di Conciliazione 2025-2027, documento strategico che definisce obiettivi, priorità e modalità operative per sostenere l’equilibrio tra vita privata e lavoro delle famiglie lombarde. L’intervento promosso dall’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini mette a disposizione 3 milioni di euro nel triennio 2025-2027 destinati alle ATS e ripartiti in base alla popolazione residente, consentendo di sostenere progettualità territoriali rivolte a lavoratrici, lavoratori e famiglie con compiti di cura attraverso servizi, iniziative e sperimentazioni innovative. L’assessore ha spiegato che la conciliazione tra vita e lavoro è una sfida complessa che chiama in causa l’intera comunità e deve essere volta a garantire un supporto concreto e continuativo alle famiglie lombarde, sottolineando che la conciliazione non può più essere considerata una necessità esclusivamente femminile poiché la gestione dei tempi di vita e lavoro coinvolge l’intero nucleo familiare. Gli interventi finanziati dovranno ricadere in almeno due tra queste macrocategorie: servizi per le responsabilità di cura e assistenza, soluzioni di time saving per semplificare la quotidianità delle famiglie, iniziative per migliorare la mobilità casa-lavoro, azioni a sostegno dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti. Per realizzare i progetti sarà fondamentale la collaborazione dei partenariati tra enti pubblici e terzo settore con la pubblicazione dei relativi avvisi da parte delle ATS prevista nelle prossime settimane. Scopri di più su Regione Lombardia.

 

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