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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
L’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Medicina Narrativa hanno promosso un corso di formazione rivolto ai responsabili dei servizi di formazione di ASL, Aziende ospedaliero-universitarie e IRCCS, selezionando sei progetti di lavoro direttamente applicabili sul territorio che integrano la medicina narrativa in diversi contesti della sanità pubblica. I progetti includono un percorso narrativo per le Unità di Salute Mentale per migliorare l’ascolto di pazienti e caregiver, un progetto dedicato alla continuità assistenziale territoriale ispirato al DM 77/2022, un intervento per dirigenti e coordinatori finalizzato a trasformare narrazioni e reclami in strumenti di governance, un’iniziativa che combina medicina narrativa e digitale per produrre podcast e video contro lo stigma, un laboratorio per coordinatori infermieristici volto a rafforzare leadership empatica e coesione dei team, e un percorso per i professionisti dei Dipartimenti di Emergenza centrato su intelligenza emotiva e micro-narrazioni audio/video. Sei partecipanti provenienti da quattro Regioni hanno già inserito i progetti nei piani formativi 2026 delle rispettive organizzazioni, con due progetti in Toscana, uno in Puglia, uno nel Lazio e due in Piemonte, testimoniando il passaggio concreto dalla formazione all’azione. L’iniziativa conferma l’impegno dell’ISS nello sviluppo di percorsi formativi che uniscono dimensione scientifica e operativa fornendo ai professionisti strumenti immediatamente utili per implementare attività nei propri contesti organizzativi. Scopri di più su Istituto Superiore di Sanità.
Il Consiglio delle Autonomie Locali del Comitato Europeo delle Regioni ha dato il primo via libera a un progetto di parere che mira a migliorare la proposta della Commissione europea per il bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2028-2034. I leader locali e regionali si sono opposti alla fusione della politica di coesione con altri strumenti e hanno sostenuto un forte approccio basato sul territorio per ridurre le disuguaglianze territoriali. Gli obiettivi generali del CdR sono mantenere le regioni e le città al centro della politica dell’UE e invertire la tendenza alla centralizzazione a livello europeo e nazionale, cercando di mantenere separate le linee di bilancio per la politica di coesione e la politica agricola e garantendo il sostegno alla politica di coesione per ogni regione. I leader locali e regionali chiedono inoltre di mantenere l’approccio basato sul territorio, la gestione condivisa e un autentico partenariato tra i diversi livelli di governance quali principi fondamentali e non negoziabili della politica di coesione. Nel corso della riunione straordinaria di due giorni, i membri della commissione COTER hanno adottato anche un progetto di parere sul ruolo del settore privato nel rafforzamento della politica di coesione dopo il 2027 e hanno discusso un pacchetto di pareri sui regolamenti settoriali inclusi nel QFP. Il CdR sta istituendo un comitato direttivo politico per coordinare i lavori sul futuro bilancio a lungo termine che si riunirà per la prima volta il 10 dicembre. Scopri di più su Comitato Europeo delle Regioni.
La Commissione Europea ha pubblicato sei nuove ricerche del Social Situation Monitor che esplorano le tendenze che stanno ridefinendo l’Europa, dall’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione alle opportunità di telelavoro per le persone con disabilità, dall’aumento dei costi abitativi alla deprivazione infantile. Le ricerche forniscono evidenze su temi di importanza strategica: lo studio sull’IA e l’occupazione mostra che mentre l’esposizione all’intelligenza artificiale è aumentata nell’UE tra il 2012 e il 2022, è stata associata a crescita occupazionale complessiva e alla complementarietà piuttosto che alla sostituzione dei posti di lavoro. La ricerca sulla deprivazione materiale infantile evidenzia che i bambini nelle famiglie ricostituite registrano livelli più elevati rispetto alle famiglie nucleari tradizionali ma inferiori alle famiglie monoparentali. Altri studi analizzano la situazione del mercato del lavoro delle persone sfollate dall’Ucraina in Repubblica Ceca, i percorsi di carriera iniziale e il mismatch dei laureati in Belgio e in Europa, gli shock dei prezzi delle abitazioni e le condizioni di vita nell’UE attraverso un’analisi strutturale dinamica bayesiana, e l’impatto del telelavoro sul mercato del lavoro per le persone con disabilità senza trovare evidenze forti che l’aumento del telelavoro innescato dalla pandemia COVID-19 abbia portato a tassi di occupazione più elevati. Scopri di più su Commissione Europea.
La Commissione Europea ha pubblicato il 3 dicembre 2025 la nuova Agenda UE per le Città, fornendo una visione per il futuro delle città europee accompagnata da uno studio del Centro Comune di Ricerca che analizza le tendenze demografiche, socioeconomiche e ambientali nelle città dell’UE dal 2011. Lo studio conferma caratteristiche note della vita urbana ed evidenzia tendenze emergenti nelle città europee: la popolazione dell’UE è cresciuta nelle città nell’ultimo decennio del 2,7%, le regioni metropolitane capitali hanno prodotto il 23% del PIL dell’UE nel 2021, e il 45% delle persone nelle città vive in affitto. Il JRC ha contribuito all’Agenda con analisi e approfondimenti sulle tendenze urbane europee e sta preparando un aggiornamento del Rapporto sullo Stato delle Città Europee che sarà pubblicato entro la fine del 2026. L’analisi offre una panoramica completa delle dinamiche urbane europee in un contesto di trasformazione demografica e sociale. Scopri di più su Commissione Europea.
L’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere ha pubblicato il Gender Equality Index 2025 che rivela come le donne nell’UE guadagnino solo il 77% di quanto guadagnano gli uomini annualmente, il che significa che devono lavorare in media 15 mesi e 18 giorni per portare a casa lo stesso reddito annuale degli uomini. Il rapporto annuale assegna all’UE un punteggio complessivo di 63,4 su 100, in aumento di 10,5 punti dal 2010, ma al ritmo attuale la piena uguaglianza di genere rimane distante almeno 50 anni. L’Indice traccia i progressi attraverso sei domini: lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute, classificando le performance su una scala da 0 a 100 dove 100 significa piena uguaglianza di genere, con punteggi che variano da 47,6 per Cipro a 73,7 per la Svezia. I risultati mostrano che mentre l’occupazione femminile sta crescendo, poche donne raggiungono ruoli manageriali o posizioni meglio retribuite, le donne nei nuclei familiari guadagnano in media il 30% in meno dei loro partner, le giovani donne superano gli uomini nell’istruzione superiore ma vengono orientate verso professioni di cura tipicamente sottovalutate, e le donne continuano a sopportare la maggior parte del lavoro di cura e domestico non retribuito limitando il loro impegno nella vita pubblica e nel tempo libero. La violenza contro le donne rimane pervasiva e sottodimensionata con il 31% delle donne che ha subito violenza fisica e/o sessuale nella vita adulta. Per questa edizione 2025, l’Indice ha avuto il suo primo importante aggiornamento metodologico dal 2013 con indicatori aggiornati e nuove fonti di dati. Scopri di più su EIGE.
Il Consiglio delle Autonomie Locali si è riunito ed ha espresso parere favorevole sulla riforma della sanità ligure, segnando un passaggio significativo nel percorso di revisione del sistema sanitario regionale volto a rafforzare l’organizzazione dei servizi territoriali, migliorare l’efficacia dei processi amministrativi e garantire una risposta più omogenea ai bisogni dei cittadini. Il parere positivo del CAL conferma la condivisione istituzionale attorno al nuovo assetto proposto dalla Regione Liguria e consente di procedere verso le successive fasi dell’iter legislativo, con l’obiettivo di consolidare il coordinamento tra territorio e ospedale, valorizzare i presidi locali e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili per migliorare la qualità complessiva dell’assistenza. Il presidente della Regione Marco Bucci ha accolto con favore la decisione dei sindaci sottolineando l’apprezzamento emerso per l’obiettivo della riforma al di là delle diverse visioni politiche e ha annunciato che l’impegno a riconoscere ai sindaci un ruolo strategico all’interno della riforma verrà formalizzato in un emendamento di maggioranza. Nel corso della seduta sono state illustrate proposte di maxi-emendamento finalizzate ad affinare ulteriormente il testo del provvedimento, con integrazioni che intervengono sul rafforzamento del ruolo dei Comuni nella governance socio-sanitaria, la definizione più puntuale delle funzioni e delle modalità operative della Conferenza dei Sindaci, l’introduzione di strumenti di controllo e verifica più efficaci sul budget territoriale, la promozione della co-programmazione con il Terzo Settore in coerenza con le normative nazionali e una forte integrazione sociosanitaria con un ampio ruolo dei Comuni nella gestione e definizione di un Unico Piano Sociale Integrato. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha sottolineato che il via libera del CAL conferma la solidità del percorso intrapreso e che la riforma nasce con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario ligure più moderno, più vicino ai cittadini e maggiormente capace di rispondere alle necessità dei territori. Il Presidente del CAL Pierangelo Olivieri ha definito la seduta fondamentale affermando che il maxi emendamento è stato riconosciuto dalla stessa Regione come un netto miglioramento del testo originario, rappresentando il vero significato della partecipazione dei territori nell’incidere sulle scelte. Scopri di più su Regione Liguria.
La Giunta di Regione Lombardia ha approvato un nuovo provvedimento volto a rafforzare il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, stanziando 1,5 milioni di euro per il 2025 destinati al consolidamento dei Centri per la Vita Indipendente e ai progetti individuali. Regione Lombardia, che si è contraddistinta come prima Regione italiana ad aver avviato in modo sistematico i CVI istituiti nell’ambito della Legge regionale 25/2022, definisce per la prima volta anche i requisiti e le competenze dell’assistente personale, figura centrale nei progetti individuali di autonomia che supporta la persona con disabilità in un modello di assistenza autogestita orientata alla partecipazione e alla piena inclusione nella società. La delibera ripartisce le risorse con 640.000 euro per consolidare i 32 CVI attivati e 860.000 euro agli Ambiti territoriali per finanziare progetti di vita indipendente che prevedono l’assistenza personale, con possibilità di remunerare gli assistenti personali e integrare i budget di progetto. I Centri per la Vita Indipendente, costruiti attraverso partenariati con ATS, Ambiti, ASST e Terzo settore, svolgono funzioni di front office, back office, sensibilizzazione, supporto alla comunità e accompagnamento nella costruzione dei progetti di vita, promuovendo autodeterminazione, libertà decisionale e partecipazione attiva. Scopri di più su Regione Lombardia.
L’assessore regionale alla Casa Paolo Franco ha illustrato a istituzioni, enti locali, enti del Terzo settore e stakeholder la strategia di Regione Lombardia sul tema dell’housing sociale, proseguendo l’impegno per mettere a disposizione delle famiglie abitazioni a canone calmierato. L’incontro dedicato agli operatori, svoltosi a Palazzo Lombardia e preceduto dagli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo sul medesimo tema, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle ALER lombarde, delle associazioni di categoria e delle cooperative che si occupano del tema abitativo, costituendo un’occasione per fare il punto sulle politiche abitative regionali e raccogliere spunti in previsione dell’attuazione delle nuove iniziative. La strategia di Regione Lombardia prevede di cambiare il concetto di intervento pubblico nell’edilizia residenziale per dare risposte attraverso lo strumento dell’housing sociale a una fascia di popolazione sempre più ampia, con particolare riferimento alle famiglie con ISEE compreso tra 14.000 e 40.000 euro che non possono rientrare nelle graduatorie per le case popolari ma soffrono per l’aumento dei prezzi sul mercato privato. I nuovi strumenti regionali saranno rivolti a imprese, cooperative, Comuni, ALER, Terzo settore inclusi gli enti religiosi affinché rendano disponibili case a costi inferiori rispetto agli affitti di mercato, facendo seguito al bando da 18,5 milioni di euro avviato lo scorso anno con il quale saranno messe a disposizione 400 abitazioni a canone calmierato. Scopri di più su Regione Lombardia.
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