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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
Con il messaggio del 21 novembre 2025 n. 3514, INPS ha fornito chiarimenti operativi sulla Prestazione Universale relativi alla titolarità del rapporto di lavoro instaurato con il lavoratore domestico. L’Istituto precisa che la prestazione può essere riconosciuta anche nell’ipotesi di contratto di lavoro stipulato da una persona diversa dal beneficiario, come un familiare, un amministratore di sostegno, un curatore o un tutore. La condizione necessaria è che, a seguito dell’istruttoria svolta dalla Struttura territoriale dell’Istituto, risulti che l’assunzione come badante o lavoratore domestico è effettivamente finalizzata all’assistenza del beneficiario. Sia nel contratto di lavoro che nelle buste paga deve risultare documentato che l’indirizzo di svolgimento dell’attività coincide con quello del domicilio del beneficiario e che le mansioni del lavoratore sono di assistenza al titolare della prestazione. Questa precisazione consente di superare le rigidità formali nei casi in cui il beneficiario non possa autonomamente sottoscrivere il contratto di lavoro pur essendo il destinatario effettivo dell’assistenza fornita dal lavoratore domestico. Scopri di più su INPS.
AGENAS ha aggiornato i dati del Portale Statistico relativi al Sistema di Valutazione delle Performance Manageriali, realizzato a supporto del Ministero della Salute e delle Regioni e Province Autonome in base alla Legge 145/2018. L’articolo 1, comma 513 della legge, in attuazione dell’Intesa tra Governo, Regioni e Province autonome del 10 luglio 2014 concernente il Patto per la salute 2014-2016, affida ad AGENAS il compito di realizzare un sistema di analisi e monitoraggio delle performance delle aziende sanitarie che segnali in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti relativamente a molteplici componenti. Le aree monitorate comprendono gli aspetti economico-gestionale, organizzativo, finanziario e contabile, clinico-assistenziale, di efficacia clinica e dei processi diagnostico-terapeutici, della qualità, della sicurezza e dell’esito delle cure, nonché dell’equità e della trasparenza dei processi. Lo strumento è funzionale a quanto previsto dal decreto legislativo 171/2016 per garantire omogeneità nella valutazione delle attività dei Direttori Generali rispetto agli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi. Ad AGENAS è inoltre affidato il monitoraggio dell’omogenea realizzazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 in materia di valutazione delle performance. I dati e le analisi complete sono disponibili sul Portale Statistico AGENAS per consentire una valutazione multidimensionale della performance delle aziende sanitarie su tutto il territorio nazionale. Scopri di più su AGENAS.
La Commissione Europea ha pubblicato la valutazione intermedia del programma EU4Health, programma di finanziamento sanitario finanziato dall’Unione Europea con una dotazione complessiva di 4,6 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. EU4Health è stato determinante per la costruzione dell’Unione Europea della Salute, che include iniziative strutturali come il Piano europeo di lotta contro il cancro, la riforma della legislazione farmaceutica e l’approccio globale alla salute mentale. Il programma ha inoltre consentito il lancio di nuove iniziative come il Gruppo di esperti sulla salute pubblica, lo Spazio europeo dei dati sanitari e il quadro di valutazione delle tecnologie sanitarie. La valutazione dimostra che il programma è sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi con progressi significativi nelle aree chiave della preparazione e risposta alle crisi, della promozione della salute e prevenzione delle malattie, della lotta al cancro e del sostegno ai pazienti con malattie rare attraverso le Reti di Riferimento Europee. Tra gennaio 2021 e aprile 2024 sono stati firmati 726 contratti con partner quali ministeri della salute, autorità pubbliche nazionali e regionali, organizzazioni sanitarie e di ricerca, con autorità di 22 paesi che collaborano e 499 organizzazioni coinvolte in azioni congiunte per migliorare e promuovere la salute nell’UE. Scopri di più su Commissione Europea.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato un nuovo rapporto che analizza i rischi spesso trascurati affrontati dalla forza lavoro dell’assistenza domiciliare in Europa, un settore in crescita ma frequentemente negletto del sistema sanitario e sociale europeo. Il rapporto evidenzia i rischi più comuni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le strategie per la loro gestione e prevenzione. L’assistenza domiciliare, svolta in abitazioni private spesso senza supervisione diretta e in condizioni altamente variabili, espone i lavoratori a rischi significativi nonostante costituisca una delle occupazioni meno retribuite nell’UE. I problemi di salute più comuni includono disturbi muscolo-scheletrici legati al sollevamento e alle posture scorrette, problematiche di salute mentale come stress, isolamento e tensione emotiva, nonché esposizione a rischi fisici, biologici e chimici che possono causare scivolamenti, cadute ed esposizione a malattie infettive e sostanze pericolose come disinfettanti o farmaci. La persistente carenza di personale porta il settore a fare grande affidamento sui lavoratori migranti, che affrontano ulteriori vulnerabilità legate al loro status migratorio e occupazionale. Il rapporto sottolinea l’urgente necessità di migliorare le strategie di valutazione del rischio e prevenzione su misura per le strutture di assistenza domiciliare, enfatizzando l’importanza di coinvolgere i lavoratori nello sviluppo e nell’attuazione delle misure preventive. Sei casi studio dimostrano come le sfide di salute e sicurezza sul lavoro nell’assistenza domiciliare vengono affrontate in diversi Stati membri, mentre un policy brief offre raccomandazioni per professionalizzare e formalizzare il settore, migliorare attrezzature ed ergonomia e sviluppare strumenti specifici per il settore. Scopri di più su EU-OSHA.
La Dichiarazione di Belém su fame, povertà e azione climatica centrata sull’uomo, adottata alla COP30 in Brasile, include impegni ambiziosi sulla protezione sociale come fondamento della resilienza climatica e della “Just Transition”. La dichiarazione, firmata da 43 paesi e dall’Unione Europea, include obiettivi implementabili e chiede alle organizzazioni internazionali, inclusa l’ILO, di contribuire a monitorare i progressi verso il loro raggiungimento. Gli impegni includono il sostegno ai paesi in via di sviluppo vulnerabili al clima nell’espandere la copertura di protezione sociale con l’obiettivo di due punti percentuali all’anno, l’adattamento dei sistemi di protezione sociale agli impatti del cambiamento climatico, la mobilitazione di maggiori finanziamenti climatici per rafforzare i sistemi di protezione sociale e l’aumento del numero di paesi che integrano protezione sociale e transizione giusta nelle loro strategie climatiche nazionali. L’ILO ha svolto un ruolo chiave nell’advocacy per l’obiettivo di espansione della copertura nei paesi in via di sviluppo e già pubblica dati regolari sulla copertura di protezione sociale, inclusi i paesi più vulnerabili al cambiamento climatico, e sull’integrazione della protezione sociale nelle strategie climatiche. Durante un evento collaterale ufficiale, rappresentanti di sindacati e governi hanno sottolineato come per i lavoratori poveri nell’economia informale il cambiamento climatico sia una crisi quotidiana e come la protezione sociale contro gli shock climatici debba essere un diritto quotidiano e non un privilegio. Il crescente momentum sull’importanza della protezione sociale per la resilienza climatica e la transizione giusta si è riflesso anche nelle decisioni adottate sui flussi negoziali chiave, con gli Indicatori di Adattamento di Belém che includono due indicatori sulla protezione sociale. Scopri di più su Organizzazione Internazionale del Lavoro.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una nuova guida sulle azioni politiche e strategiche per proteggere e promuovere la salute mentale attraverso i settori governativi, segnando un importante passo verso un approccio “salute mentale in tutte le politiche”. La guida definisce per la prima volta cosa i diversi settori governativi possono fare, individualmente e collaborativamente, per promuovere e proteggere la salute mentale e il benessere della popolazione. Basandosi sulla Guida OMS sulle Politiche e Piani d’Azione Strategici per la Salute Mentale lanciata all’inizio dell’anno, che definisce i componenti essenziali dei sistemi e servizi di salute mentale basati sui diritti e di buona qualità, la nuova guida settoriale espande il focus oltre il settore della salute mentale, fornendo indicazioni chiare per ministeri e agenzie governative su come integrare le considerazioni sulla salute mentale nelle loro politiche, strategie e programmi fondamentali. La pubblicazione copre l’istituzione di un’iniziativa intersettoriale di alto livello sulla salute mentale e fornisce indicazioni per 10 settori chiave: cultura, arte e sport; difesa e veterani; istruzione; occupazione; ambiente, conservazione e protezione climatica; salute; interni; giustizia; protezione sociale; sviluppo urbano e rurale. Per ciascun settore vengono identificate direttive politiche chiave, azioni strategiche e indicatori di esempio utilizzabili per misurare i progressi e adattare l’implementazione ai contesti nazionali e locali. Fondata sui diritti umani, l’equità e l’evidenza, la guida enfatizza sia i costi dell’inazione sia i benefici sociali dell’investimento nella salute mentale, invocando un approccio whole-of-government e whole-of-society che unisca leader senior e altri attori attraverso i settori, promuova la collaborazione e assicuri responsabilità e finanziamenti sostenibili. La guida include anche una roadmap per supportare i governi nella traduzione dell’impegno in azione attraverso otto passi pratici. Scopri di più su Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il presidente della Regione Liguria e l’assessore alla Sanità hanno incontrato una delegazione dei sindacati sul tema della riforma della sanità in Liguria. L’incontro ha stabilito, come da richiesta delle sigle sindacali, la costituzione di tavoli ad hoc in cui verranno approfonditi i vari temi specifici di dettaglio che seguiranno il varo della riforma della sanità, in tempi rapidi. Il presidente ha ribadito come la riforma sia un provvedimento che riguarderà la parte amministrativa e la governance, a cui seguirà la stesura di un dettagliato piano socio-sanitario che terrà conto delle esigenze dei territori. Gli obiettivi indicati sono l’efficientamento del sistema tramite la centralizzazione esclusivamente del back office, dando al contempo maggiori risorse e strumenti al territorio e ai servizi, con un conseguente decentramento a livello prettamente sanitario e operativo. Nel complesso l’obiettivo è un utilizzo razionalizzato delle risorse, funzionale a garantire un servizio più performante al cittadino, anche grazie alle opportunità legate all’autonomia. Il presidente Bucci ha evidenziato la necessità di proseguire in un percorso condiviso per garantire servizi più efficienti e condizioni lavorative uniformi e migliori per i lavoratori. Scopri di più su Regione Liguria.
Un’analisi basata su dieci interviste narrative con operatori e operatrici di sportello dell’area milanese esplora come l’Assegno di Inclusione si traduce nella pratica quotidiana degli sportelli, interrogando la misura non solo come norma ma come pratica concreta nella relazione con l’utenza. L’articolo sostiene che nel passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’ADI il sistema abbia guadagnato in capacità di controllo amministrativo ma rischi di produrre nuove forme di esclusione. La digitalizzazione del welfare, accelerata nel periodo post-pandemico, ha reso l’accesso sempre più complesso per chi vive il digital divide, con procedure che richiedono convalida tramite codice OTP di cellulare ed email che molti potenziali beneficiari non possiedono o non sanno utilizzare, costringendo gli operatori a interventi di supporto che vanno ben oltre le loro funzioni. Dalle interviste emerge come molte persone scoprano la misura in modo casuale attraverso pubblicità invasive o notizie online poco affidabili, mentre chi è già in contatto con associazioni del territorio o servizi sociali viene generalmente accompagnato verso la misura. L’ADI appare come un processo altamente automatizzato ma frammentato in una serie di passaggi che solo chi ha un buon mediatore riesce a percorrere, con molte persone che restano impigliate nel sistema tornando per sanare blocchi, sanzioni o errori. Gli operatori riconoscono nell’ADI un miglioramento sul piano della correttezza amministrativa rispetto al RdC grazie ai controlli ex ante più robusti, ma segnalano tre criticità strutturali: la presa in carico da parte dei servizi sociali come collo di bottiglia per molte persone sotto i 60 anni, le sanzioni automatiche che non considerano le ragioni della mancata presentazione agli appuntamenti, e il tema della residenza per le persone senza fissa dimora che devono attendere anni prima di rientrare nei requisiti nonostante una presenza effettiva sul territorio. Scopri di più su Lombardia Sociale.
Il decreto legislativo 62/2024 segna una rivoluzione culturale nella progettazione per le persone con disabilità, definendo il progetto di vita come progetto individuale, personalizzato e partecipato che parte dai desideri, dalle aspettative e dalle preferenze della persona, ponendola al centro come protagonista attiva del proprio percorso esistenziale indipendentemente dalle sue necessità di sostegno. L’articolo analizza gli strumenti evidence-based per valutare preferenze, desideri e valori, particolarmente per le persone con disabilità intellettiva o necessità di sostegno elevato. La valutazione delle preferenze costituisce il cardine per orientare il progetto di vita, assumendo valenze qualitative specifiche nell’età adulta dove serve a comprendere aspettative e valori come fondamenta direzionali del progetto esistenziale. La letteratura scientifica offre metodologie validate che spaziano dalle procedure indirette come questionari ai caregiver, che però mostrano frequenti discrepanze con le preferenze realmente espresse, all’assessment diretto attraverso osservazione sistematica dei comportamenti della persona esposta a stimoli o attività, fino al colloquio sui valori per chi ha capacità comunicative adeguate. Le Linee Guida sull’autismo dell’Istituto Superiore di Sanità raccomandano l’utilizzo delle valutazioni dirette secondo modalità sistematiche come pilastro per la costruzione del progetto di vita. L’autodeterminazione, prima di essere una capacità, è una necessità universale che per essere raggiunta richiede non soltanto competenze della persona ma anche un contesto favorevole e la messa a disposizione di adeguati sostegni individuali e sociali. Il processo richiede formazione specifica su metodologie di assessment, attenzione costante al punto di vista della persona, capacità di tradurre le informazioni raccolte in opportunità concrete e flessibilità per adattamenti temporali. Scopri di più su Lombardia Sociale.
Lo Smart Working in Italia coinvolge ormai 3.575.000 lavoratori e si è trasformato da soluzione emergenziale a pilastro strategico della trasformazione organizzativa. Synergia analizza le principali novità normative introdotte nel 2024-2025, sia per il settore pubblico che privato, esplorando come i nuovi CCNL e la Legge 203/2024 stiano ridefinendo le regole del lavoro agile. Dall’accesso semplificato per lavoratori fragili e caregiver alle nuove opportunità per i neoassunti nella PA, dall’evoluzione del modello ibrido strutturato al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, l’articolo offre una panoramica completa su opportunità, sfide e best practice che stanno plasmando il futuro del lavoro in Italia. Con uno sguardo ai casi vincitori degli Smart Working Award 2025 e alle prospettive di espansione che potrebbero coinvolgere altri 3 milioni di lavoratori, l’analisi fornisce spunti concreti per organizzazioni pubbliche e private. Scopri di più su Synergia.
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