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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’Avviso pubblico non competitivo ComeTE, rivolto agli Ambiti Territoriali Sociali per la realizzazione di interventi sperimentali che contrastano la povertà educativa promuovendo l’inclusione e l’integrazione di bambini e adolescenti che vivono in contesti di fragilità e vulnerabilità socio-economica. Approvato con Decreto Direttoriale n. 314 dell’11 novembre 2025, l’Avviso avvia una sperimentazione nazionale che prevede l’attivazione di un dispositivo socio-educativo integrando servizi, beni e strumenti finalizzati ad assicurare la partecipazione alla vita sociale, educativa, culturale, artistica e sportiva di bambine, bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni, valorizzando desideri, competenze e passioni. Il nome ComeTE nasce da un’attività di ascolto e consultazione realizzata con Save the Children Italia, rappresentando i sogni che brillano come comete e richiamando alla centralità del bambino. Il dispositivo è stato definito nell’ambito della prima iniziativa di co-progettazione con Enti del Terzo Settore promossa dal Ministero, con Save the Children Italia che accompagnerà la sperimentazione in tutto il periodo di attuazione. La sperimentazione, rivolta a 150 ATS, ha una dotazione complessiva di circa 121,5 milioni di euro a valere sulla Priorità 2 – Child Guarantee, e finanzia l’erogazione di 9.000 dispositivi socio-educativi su tutto il territorio nazionale. Gli ATS interessati possono presentare richiesta di adesione esclusivamente a titolo individuale dalle ore 9:00 del 13 novembre fino alle ore 23:59 del 13 gennaio 2026 attraverso la procedura telematica accessibile dal portale servizi lavoro. Scopri di più sul sito del Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà.
L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali ha trasmesso alle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano la richiesta di manifestazione di interesse alla partecipazione della Fase 2 della sperimentazione e manutenzione della Piattaforma di Intelligenza Artificiale a supporto dell’assistenza primaria. Dopo la manifestazione di interesse, è prevista la stipula di un accordo tra AGENAS e le Regioni con indicazione dell’elenco dei medici sperimentatori, tenendo conto di una distribuzione geografica delle Aziende sanitarie partecipanti per assicurare la rappresentatività dell’intero territorio nazionale. Tutti i professionisti riceveranno una formazione mirata sui casi d’uso della Piattaforma, ovvero inquadramento diagnostico di base, supporto alla gestione della cronicità e supporto alla prevenzione e promozione della salute. La sperimentazione avrà inizio nel gennaio 2026 per concludersi entro il 31 dicembre dello stesso anno. L’investimento prevede la realizzazione di un’infrastruttura di Intelligenza Artificiale nel contesto dell’erogazione delle cure primarie e dell’assistenza territoriale, in particolare all’interno delle Case di Comunità, con l’obiettivo di supportare i professionisti sanitari mediante suggerimenti non vincolanti diagnostico-terapeutici e relativi alle attività di prevenzione e promozione della salute, per migliorare e rendere più efficiente il percorso dell’assistito con particolare attenzione al paziente con patologia cronica. Scopri di più su AGENAS.
La Rete Europea di Analisi delle Politiche Sociali (ESPAN) ha pubblicato un rapporto che esplora il contrasto del fenomeno dei senzatetto nell’UE e la sua connessione con le più ampie politiche anti-povertà, con l’obiettivo di guidare i paesi UE nello sviluppo di strategie efficaci e nell’identificazione delle lacune negli investimenti per eradicare il problema. Lo studio, basato sui rapporti nazionali preparati dai team ESPAN, esamina le definizioni e le classificazioni del fenomeno dei senzatetto utilizzate nei diversi paesi, la situazione attuale basata su dati ed evidenze disponibili, i quadri strategici nazionali e le misure correlate incluse nelle strategie anti-povertà, e gli assetti di governance e le riforme recenti o pianificate. Il rapporto evidenzia che 19 paesi UE hanno approcci strategici specifici per affrontare il problema, 13 hanno sia un approccio specifico che una o più strategie anti-povertà, e 17 paesi hanno strategie anti-povertà che includono obiettivi per combattere il fenomeno dei senzatetto. La maggior parte delle 17 strategie analizzate include politiche per rafforzare i servizi sociali, garantire accesso ad alloggi accessibili e sociali, promuovere l’accesso ai servizi sanitari e assicurare un reddito adeguato, con programmi Housing First, prevenzione degli sfratti e interventi precoci mirati. Le strategie sono almeno parzialmente allineate agli obiettivi della Dichiarazione di Lisbona sulla Piattaforma Europea per il Contrasto ai Senzatetto, firmata da tutti i 27 Stati membri nel giugno 2021. Il rapporto sottolinea che combattere il fenomeno non è solo un obbligo morale ma anche un approccio economicamente efficace, poiché la prevenzione riduce il peso finanziario sui bilanci pubblici. Scopri di più su Commissione Europea.
Eurofound ha pubblicato un policy brief che esamina come le organizzazioni stanno adattando la propria organizzazione del lavoro e le pratiche al lavoro ibrido, basandosi su casi studio e sui dati dell’Indagine Europea sulle Condizioni di Lavoro 2024. Il lavoro ibrido è passato dall’essere un esperimento a una pratica consolidata, ora modello organizzativo centrale in alcuni luoghi di lavoro, ma non esiste un modello unico adatto a tutti: il successo dipende dalla flessibilità nella frequenza del lavoro da remoto, dai livelli di autonomia dei lavoratori su quando e dove lavorare, e da regole chiare e trasparenti che supportino sia i lavoratori remoti che i loro manager. Il lavoro ibrido può migliorare l’equilibrio vita-lavoro e la produttività, ma rischia anche orari più lunghi, confini sfumati e meno pause strutturate e interazioni sociali rispetto al lavoro in sede. Il rapporto evidenzia che il lavoro ibrido offre grande potenziale per migliorare il benessere fisico e mentale dei lavoratori, ma datori di lavoro e dipendenti devono essere consapevoli dei rischi posti da postazioni di lavoro domestiche non ergonomiche. È fondamentale una comunicazione attenta per evitare un’impennata di riunioni virtuali, con linee guida applicabili sugli incontri e pause obbligatorie che aiutino a sfruttare al meglio la presenza in sede per collaborazione e connessione sociale. Sebbene il lavoro ibrido non limiti necessariamente l’accesso alla formazione o rallenti la progressione di carriera, il lavoro ibrido estensivo richiede misure per mantenere i lavoratori remoti visibili e attivamente coinvolti con i loro responsabili e colleghi. Scopri di più su Eurofound.
Eurofound ha pubblicato un documento di approfondimento sui percorsi verso la vita indipendente e l’inclusione sociale in Europa per le persone con disabilità, analizzando il processo di deistituzionalizzazione. Le istituzioni residenziali di lunga degenza rappresentano un elemento cruciale nella rete di supporto per persone con significativi bisogni di cura, ma l’istituzionalizzazione può anche risultare in isolamento, mancanza di indipendenza ed esclusione sociale. La deistituzionalizzazione, al contrario, promuove l’opposto, permettendo alle persone di vivere e contribuire alle proprie comunità. Il documento evidenzia che, sebbene esista un’ampia gamma di politiche a livello UE e degli Stati membri che supportano la vita indipendente per le persone con disabilità, i progressi sono stati disomogenei e, anche quando sono stati raggiunti, rimangono molteplici rischi associati che devono essere identificati e mitigati. La crescente enfasi sulla vita indipendente e l’inclusione sociale sta guidando la deistituzionalizzazione, ovvero lo spostamento dalla dipendenza da istituzioni residenziali verso contesti familiari e comunitari per la fornitura di cure e servizi, con l’obiettivo di garantire che le persone a rischio di marginalizzazione abbiano opportunità di partecipare pienamente alla società e di esercitare i propri diritti personali e libertà. Scopri di più su Eurofound.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato nuovi rapporti che esaminano i principali rischi psicosociali affrontati dai lavoratori del settore sanitario e dell’assistenza sociale nell’UE, dalla violenza all’elevato carico emotivo passando per lunghi orari di lavoro. In un settore in cui il 72% dei lavoratori riferisce di dover gestire pazienti difficili e quasi uno su due sperimenta pressione temporale, gli studi forniscono approfondimenti sulle condizioni di lavoro ed evidenziano misure di prevenzione e indicazioni politiche. I rapporti includono un’analisi completa dei rischi per la salute mentale, un policy brief e casi studio che illustrano le sfide quotidiane affrontate dagli operatori sanitari e socio-assistenziali, con particolare attenzione ai fattori di stress psicosociale che impattano sul benessere dei lavoratori. La pubblicazione si affianca ai precedenti rapporti dell’agenzia sulla salute muscoloscheletrica, i fattori di rischio e gli incidenti sul lavoro nel settore sanitario e dell’assistenza sociale, fornendo un quadro complessivo delle sfide per la sicurezza e salute di questa categoria professionale ad alto rischio. Scopri di più su EU-OSHA.
Lombardia Sociale ha pubblicato una riflessione sulla sanità territoriale e l’assistenza domiciliare. Il contributo evidenzia che dietro la richiesta di una prestazione può esserci solitudine, stanchezza dei caregiver o disagio sociale, e che la casa racconta più di quello che le parole dicono, richiedendo agli operatori di ascoltare anche il non detto attraverso strumenti adeguati, modelli organizzativi e formazione. I modelli organizzativi non possono limitarsi a sigle come Case della Comunità, COT e PUA, ma devono diventare strutture realmente relazionali con Piani Assistenziali Individualizzati multidimensionali e reti comunitarie che integrino volontariato, cooperative sociali e associazioni di quartiere. La sanità territoriale deve essere ripensata come sistema relazionale che non si limita a portare servizi ma si integra con ciò che già esiste nelle vite delle persone, funzionando solo se è corale attraverso la collaborazione di infermieri di famiglia e comunità, medici di medicina generale, assistenti sociali e altri professionisti. L’articolo sottolinea la necessità di formazione avanzata con lauree magistrali clinico-specialistiche, come l’infermieristica territoriale e di comunità, per governare processi complessi che includono il supporto ai caregiver. Il cambiamento è spinto dall’aumento della cronicità e dell’invecchiamento, dalle esperienze positive di alcuni territori e dalle indicazioni europee e nazionali, ma è frenato dalla carenza di personale, dalla frammentazione normativa e da una cultura ancora ospedale-centrica. Scopri di più su Lombardia Sociale.
Regione Lombardia ha stanziato 2,5 milioni di euro per sostenere circa 2.400 nuclei familiari che non riescono a pagare l’affitto sul mercato privato, attraverso la misura denominata “Sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione sul libero mercato”. L’assessore alla Casa Paolo Franco sottolinea che le risorse intervengono per supportare le famiglie che vivono una condizione di fragilità economica e rischiano, scivolando nella morosità incolpevole, di trovarsi senza un tetto, offrendo un aiuto concreto a persone che a causa di problemi personali legati al lavoro o situazioni impreviste attraversano momenti complicati. Il provvedimento si inserisce nelle azioni per garantire il diritto alla casa anche alle famiglie con reddito da classe media e medio-bassa, in sofferenza per il costo degli affitti che in diverse zone della Lombardia risulta proibitivo, affiancandosi alle misure di housing sociale per aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili. I nuclei familiari devono possedere requisiti specifici come non essere sottoposti a procedure di rilascio, non essere proprietari di alloggio adeguato e avere residenza nell’alloggio in locazione con contratto registrato, con criteri preferenziali per perdita del lavoro, riduzione dell’orario lavorativo, mancato rinnovo contratti a termine, cessazione attività libero-professionali, malattia grave o decesso di un componente, età sotto i 36 anni. Il valore medio del contributo sarà di circa 1.045 euro per famiglia, con i Comuni e in particolare i Capofila degli Ambiti territoriali che si occuperanno di gestire ed erogare i fondi, garantendo l’attuazione della misura sul territorio. Scopri di più su Lombardia Notizie.
La Giunta regionale della Puglia ha approvato diversi provvedimenti nelle sedute del 10 e 13 novembre 2025 in materia di transizione digitale e welfare. Nella seduta del 10 novembre, in ambito transizione digitale è stato approvato l’Accordo di collaborazione tra Regione Puglia e AgID per la collaborazione su progetti operativi in materia di Intelligenza Artificiale, al fine di rafforzare la capacità amministrativa e assicurare coerenza strategica con le politiche pubbliche di trasformazione digitale promosse a livello nazionale, con delega al Responsabile per la Transizione al Digitale per la sottoscrizione. Nella seduta del 13 novembre, sul fronte della transizione digitale sono stati stanziati 867.799,70 euro per la realizzazione del Progetto 3 “Hub/Centri regionali I.A. per la Pubblica Amministrazione” finanziato dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Per quanto riguarda il welfare, sono state assegnate risorse aggiuntive pari a 1.609.472 euro in favore della Provincia di Taranto e della Provincia di Barletta Andria Trani per i servizi strumentali all’integrazione scolastica degli studenti con disabilità per l’anno scolastico 2025/2026 e implementato il LEPS Prevenzione allontanamento familiare P.I.P.P.I. utilizzando 2.943.906 euro a valere sul FNPS per 14 Ambiti Territoriali Sociali e 210.279 euro a valere sul Fondo Globale Socio Assistenziale per il quindicesimo ATS, garantendo copertura triennale per le annualità 25-27. Scopri di più sui provvedimenti approvati dalla Giunta Regionale pugliese in data 10 novembre e 13 novembre.
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