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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
Il Governo rafforza l’investimento sui giovani con lo stanziamento di ulteriori 102 milioni di euro destinati a 32 nuovi progetti del programma desTEENazione, portando l’investimento complessivo a oltre 300 milioni di euro per la realizzazione di 92 centri di aggregazione multifunzionali in tutta Italia. Il Viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci ha presentato l’iniziativa durante un incontro presso il Ministero con i rappresentanti degli Ambiti Territoriali Sociali ammessi al finanziamento, sottolineando come si tratti di un impegno concreto per restituire protagonismo alle nuove generazioni. I centri offriranno a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 21 anni spazi sicuri per svolgere attività educative, sportive e artistiche con il supporto di professionisti qualificati, concentrando l’intervento soprattutto nelle aree ad alto tasso di povertà educativa, criminalità ed emarginazione sociale. L’obiettivo è costruire, insieme ai territori e al Terzo Settore, un welfare attivo basato su inclusione, crescita e responsabilità condivisa, permettendo ad ogni giovane di coltivare i propri sogni e realizzare un progetto di vita. La scorsa settimana è stato inaugurato a Firenze il primo centro, simbolo concreto di un impegno che si traduce in risultati tangibili sul territorio. Scopri di più su Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali ha reso disponibile il documento analitico sul modello orientativo di erogazione del teleconsulto, completando così il quadro di riferimento nazionale per le prestazioni di telemedicina. Il teleconsulto consente a uno o più professionisti sanitari di confrontarsi su un caso clinico utilizzando strumenti digitali sicuri, con l’obiettivo di supportare le decisioni diagnostiche e terapeutiche. La nuova pubblicazione si affianca ai modelli orientativi già disponibili su telemonitoraggio, telecontrollo e televisita, fornendo un framework condiviso per la progettazione e organizzazione dei servizi di telemedicina. I documenti contribuiscono complessivamente a rafforzare un sistema di sanità digitale più integrato, interoperabile e sostenibile, in linea con gli obiettivi del PNRR e del programma Next Generation EU. Tutti i modelli sono consultabili sia sul sito AGENAS che sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina, rappresentando strumenti operativi fondamentali per Regioni e aziende sanitarie nell’implementazione dei servizi di medicina a distanza. Scopri di più su AGENAS.
Eurofound ha pubblicato un rapporto sulla digitalizzazione dei processi di front-office e back-office nelle prestazioni sociali monetarie, evidenziando come UE e Norvegia siano leader globali nella trasformazione digitale governativa. In 10 Stati membri e Norvegia è possibile fare domanda digitalmente per tutte o quasi tutte le nove prestazioni investigate (disoccupazione, malattia, maternità/paternità, disabilità, vecchiaia, infortuni sul lavoro, reddito minimo, sussidi per l’infanzia e abitativi). In almeno cinque paesi, per alcune prestazioni è stata eliminata la possibilità di presentare domande cartacee, rendendo obbligatoria la modalità digitale. Per quanto riguarda i sussidi per l’infanzia, diversi paesi hanno introdotto sistemi completamente automatizzati che erogano le prestazioni senza che i cittadini debbano presentare domanda, prevenendo così il fenomeno del mancato accesso ai diritti. La digitalizzazione può migliorare trasparenza, accesso fuori orario e in aree senza uffici pubblici, ridurre stigma, aumentare la reattività e diminuire i costi amministrativi, ma può anche esacerbare disuguaglianze attraverso l’esclusione digitale, ridurre le opportunità degli operatori di orientare le persone verso altri servizi di supporto di cui potrebbero aver bisogno e aumentare rischi cyber. Emerge un paradosso critico: chi si trova in situazioni non standard – come lavoratori atipici o casi complessi che non rientrano nelle procedure standardizzate – viene spesso escluso dai sistemi digitali. Allo stesso modo, le prestazioni destinate alle fasce più vulnerabili della popolazione, come i sussidi abitativi e il reddito minimo, risultano meno digitalizzate rispetto ad altre, principalmente perché sono gestite a livello locale e richiedono valutazioni più approfondite su redditi e patrimoni. La fiducia può essere rafforzata attraverso coinvolgimento inclusivo degli stakeholder nello sviluppo dei sistemi, trasparenza di algoritmi e uso dei dati, meccanismi human-in-the-loop affidabili e procedure di reclamo accessibili. I risparmi resi possibili dalla digitalizzazione sono spesso previsti per fornire supporto aggiuntivo a chi ne ha bisogno, ma mancano evidenze documentate su come le risorse liberate vengano effettivamente utilizzate. Scopri di più su Eurofound.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione della Giornata Mondiale delle Città, ha lanciato la guida “Taking a strategic approach to urban health” per trasformare le aree urbane in motori di salute, equità e sostenibilità. Con oltre 4,4 miliardi di persone che vivono in città, cifra destinata a raggiungere il 70% entro il 2050, gli ambienti urbani sono diventati l’influenza dominante sulla salute umana quotidiana. Attualmente 1,1 milione di persone vivono in slum e insediamenti informali con condizioni precarie, numero destinato a triplicare entro il 2050. La guida fornisce il primo framework comprensivo per aiutare i governi a pianificare strategicamente la salute urbana, integrando evidenze in policy e pratica. Uno studio su 363 città in nove paesi latinoamericani ha trovato gap di aspettativa di vita fino a 14 anni per gli uomini e 8 per le donne tra città più e meno sane. I residenti urbani affrontano rischi multipli e sovrapposti: inquinamento atmosferico che uccide 7 milioni di persone annualmente, trasporti non sicuri, housing inadeguato e rischi climatici. La guida enfatizza che la salute non è responsabilità di un settore solo, delineando passi pratici per comprendere la complessità dei sistemi urbani, identificare punti di ingresso per l’azione e sviluppare strategie comprensive a livello nazionale e cittadino. Scopri di più su Organizzazione Mondiale della Sanità.
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato il rifinanziamento con 2 milioni di euro del bonus per gli assistenti familiari, confermando l’impegno a sostegno delle famiglie lombarde e del lavoro di assistenza e cura domiciliare. La misura, inserita nell’ambito della programmazione “Sostegno alla persona e alla famiglia” ai sensi della legge regionale 15/2015, mira a promuovere e qualificare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell’assistenza domiciliare, garantendo servizi informativi, di consulenza e supporto a famiglie e operatori. Grazie alle precedenti delibere, a settembre 2025 risultano finanziate oltre 2.000 persone, con sportelli e registri attivi nella totalità degli Ambiti territoriali lombardi, ad eccezione di Campione d’Italia che sta completando l’attivazione. Le risorse verranno ripartite tra le otto ATS lombarde secondo criteri oggettivi: 30% in proporzione alla popolazione residente over 65 e 70% sulla base delle domande ammesse e finanziate nelle precedenti annualità. L’assessore Lucchini sottolinea che il rifinanziamento permette di dare continuità a un sistema che si sta consolidando per garantire maggior qualità, sicurezza e trasparenza nei rapporti di assistenza e cura, tutelando lavoratori e persone fragili e riconoscendo il ruolo delle famiglie come primo presidio di solidarietà sociale. Scopri di più su Lombardia Notizie.
La Regione Liguria ha approvato un nuovo finanziamento da 4.961.000 euro per la prosecuzione dei corsi di formazione destinati ai giovani con disabilità di età compresa tra 16 e 25 anni, finalizzati all’inserimento lavorativo. Si tratta di percorsi personalizzati progettati dagli organismi formativi accreditati in collaborazione con le ASL territoriali, che seguono i ragazzi nel percorso di crescita e autonomia. Il provvedimento garantisce la continuità formativa a oltre 560 giovani, un numero senza precedenti che ha richiesto importante lavoro di concertazione con gli enti del territorio. L’investimento complessivo della Regione Liguria sui corsi di formazione per l’inserimento lavorativo dei giovani con disabilità raggiunge così i 10 milioni di euro nel 2025, grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027. Ad oggi sono già oltre 1.000 gli allievi in aula, in netta crescita rispetto al passato e in controtendenza rispetto al contenimento della spesa pubblica. I corsi, con durata fino a 2.100 ore complessive, saranno avviati nei prossimi giorni e integrati da tirocini e work experience presso aziende del territorio. Gli assessori Ferro e Scajola sottolineano che si tratta di interventi di formazione finalizzati all’occupabilità, non di misure assistenziali, rappresentando un investimento concreto nel futuro dei ragazzi frutto del lavoro di squadra tra Regione, Alfa, ASL e organismi formativi. Scopri di più su Regione Liguria.
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