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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
In questo e nello scorso update settimanale vi riporteremo le principali novità accadute durante il mese di agosto, durante il quale non abbiamo pubblicato la newsletter.
Buona lettura.
A Cerignola prende forma un modello innovativo di sanità territoriale integrata: è stata attivata la prima esperienza in Puglia di Punto Unico di Accesso (PUA) e Centrale Operativa Territoriale pienamente integrati tra sistema sanitario e servizi sociali. Un’iniziativa che rappresenta un’importante attuazione concreta della riforma prevista dal DM 77/2022, in linea con gli obiettivi della Missione 6 del PNRR.
Il Comune di Cerignola funge da hub per un sistema in rete che coinvolge anche i Comuni limitrofi (Orta Nova, Carapelle, Stornara, Stornarella e Ordona). Il modello si propone di superare la frammentazione degli sportelli fisici e di semplificare l’accesso ai servizi per le persone più fragili, offrendo un punto unico di ascolto, orientamento e attivazione dei percorsi sociosanitari.
L’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese, ha sottolineato come questo sia “il sistema che va incontro al cittadino, non il contrario”, ponendo fine a burocrazia, code e disagi, specialmente per anziani e pazienti cronici. Il PUA consente infatti una presa in carico tempestiva, coordinata e personalizzata, coinvolgendo direttamente gli operatori in rete e digitalizzando i processi.
Il protocollo firmato tra Distretto Socio Sanitario e Ambito Territoriale Sociale integra concretamente i due mondi – sanitario e sociale – attraverso valutazioni multidimensionali, scelte assistenziali appropriate e interventi coordinati.
La Regione Puglia ha dichiarato l’intenzione di replicare questo modello in tutta la regione, rafforzando così un welfare di prossimità, equo e realmente accessibile.
Leggi l’articolo completo sul sito della Regione Puglia.
La Regione Puglia ha approvato lo schema di Regolamento attuativo della Legge Regionale n. 2/2023, segnando l’avvio ufficiale dell’educazione in natura come modello educativo riconosciuto per nidi e scuole dell’infanzia. Rivolto ai bambini da 0 a 6 anni, il modello prevede attività svolte prevalentemente all’aperto, in ambienti naturali, agricoli e rurali, per favorire il benessere psicofisico, la curiosità e un legame sano con l’ambiente.
Il nuovo Regolamento, articolato in 7 articoli, definisce requisiti strutturali, competenze del personale e modalità di interazione con i contesti naturali, senza introdurre nuove tipologie di servizio ma qualificando l’educazione in natura come approccio educativo specifico, applicabile anche ai servizi esistenti.
L’assessore regionale Sebastiano Leo ha sottolineato l’importanza culturale di questa scelta: “Ritrovare l’equilibrio con la natura è un atto educativo e culturale”. Con questa iniziativa, la Puglia diventa una delle prime regioni italiane a riconoscere e normare formalmente l’educazione outdoor come strumento pedagogico centrale, rafforzando così la rete della comunità educante e promuovendo una maggiore sensibilità ambientale sin dall’infanzia.
A 18 mesi dall’introduzione dell’Assegno di Inclusione, l’Ambito del Magentino traccia un primo bilancio e rilancia i Progetti Utili alla Collettività (PUC) come strumenti di partecipazione e inclusione sociale, anche in assenza dell’obbligo normativo. Il territorio, attraverso un percorso di coprogettazione con il Terzo Settore, punta a coinvolgere i beneficiari in attività di utilità pubblica, con l’obiettivo di rafforzare le reti comunitarie e accompagnare le persone più fragili verso percorsi di autonomia.
Dati, criticità, strategie e prospettive sono al centro dell’analisi pubblicata su Lombardia Sociale. Leggi l’articolo completo su Lombardia Sociale.
Lombardia: nuovi chiarimenti sui corsi gratuiti per ASA e OSS
Regione Lombardia ha aggiornato le FAQ relative all’avviso per il finanziamento dei corsi di formazione gratuiti destinati ad Ausiliari Socio-Assistenziali (ASA) e Operatori Socio-Sanitari (OSS). Una misura importante per sostenere l’inserimento lavorativo di disoccupati nel settore sociosanitario, attraverso percorsi abilitanti a costo zero.
Le nuove risposte chiariscono aspetti operativi fondamentali: tempistiche, compilazione delle domande, requisiti di accesso e modalità di caricamento della documentazione, offrendo uno strumento utile per enti e candidati.
Tutti i dettagli sono disponibili su Regione Lombardia.
Si terranno il 15 e 16 settembre 2025 le prove scritte del concorso pubblico per l’assunzione di 3.839 nuove figure professionali nei Servizi Sociali Territoriali. Amministrativi, contabili, educatori, psicologi e pedagogisti saranno assunti con contratto triennale a tempo pieno negli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) grazie a un investimento complessivo di 545 milioni di euro.
L’obiettivo è rafforzare in modo strutturale la rete territoriale dei servizi, garantendo capacità di risposta ai bisogni delle persone e promuovendo l’integrazione tra istituzioni in linea con il Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021–2027.
Tutte le informazioni operative per i candidati, comprese sedi e istruzioni per l’accesso, sono disponibili sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il Ministero del Lavoro ha annunciato l’avvio della rilevazione dei dati economico-finanziari relativi al Fondo Povertà fino al 31 agosto 2025. Le regioni e gli Ambiti Territoriali Sociali dovranno inserire le informazioni su spesa e impegni attraverso la Piattaforma Multifondo tra il 15 settembre e il 10 ottobre 2025. La rilevazione riguarda le diverse quote del Fondo (Servizi, Povertà estrema, Care Leavers) e tiene conto delle annualità dal 2018 al 2023. Leggi l’articolo originale sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
È stato pubblicato online il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 124 del 7 agosto 2025, registrato dalla Corte dei Conti il 2 settembre 2025 (n. 1293). Il provvedimento adotta ufficialmente l’atto di indirizzo per l’anno 2025, che definisce gli obiettivi generali da finanziare attraverso il Fondo previsto dagli articoli 72 e 73 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017). All’interno dell’ articolo completo pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro è disponibile anche il documento integrale dell’atto di indirizzo, scaricabile in formato PDF.
Fondo Povertà 2024–2026: posticipati i vincoli sulla rendicontazione
Per agevolare il rafforzamento amministrativo degli Ambiti Territoriali Sociali, viene posticipato al 2027 l’obbligo di rendicontare almeno il 75% delle risorse della seconda annualità precedente come condizione per ricevere i fondi, inizialmente previsto dal Decreto-legge n. 48/2023. Nel triennio 2024–2026, quindi, l’erogazione della Quota Servizi e della Quota Povertà Estrema sarà vincolata unicamente all’avvio della rendicontazione dell’annualità precedente, secondo quanto stabilito dal Decreto interministeriale del 30 dicembre 2021. Per tutti i dettagli, consulta l’articolo completo sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il Ministero della Salute ha pubblicato il decreto del 10 luglio 2025, che definisce i criteri di riparto del Fondo per le dipendenze patologiche, istituito dall’art. 1, comma 367, della Legge di Bilancio 2025. Il decreto stabilisce modalità di assegnazione, erogazione e monitoraggio dei 94 milioni di euro annui destinati alle Regioni.
Per il triennio 2025-2027, la ripartizione sarà effettuata:
Per i trienni successivi (2028-2034), i criteri saranno invertiti:
Il decreto definisce anche le modalità di verifica e controllo sull’utilizzo delle risorse da parte delle Regioni.
Testo completo disponibile sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Catalogo Open Data del PNRR si arricchisce di nuovi dati, con un aggiornamento del dataset relativo agli “Indicatori comuni europei dei progetti”. Le nuove informazioni offrono una lettura più dettagliata e semestrale dell’impatto prodotto dai progetti, in linea con gli standard comuni previsti per tutti i Piani di Ripresa e Resilienza degli Stati Membri.
Questa integrazione si inserisce nel percorso di trasparenza e monitoraggio dell’attuazione del Piano, offrendo a cittadini, enti e ricercatori strumenti più precisi per analizzare i risultati raggiunti.
Per approfondire, è possibile consultare il sito del Governo Italiano – Italia Domani.
Il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC) propone una strategia organica per sostenere, proteggere e valorizzare la società civile in tutta l’UE. L’opinione, adottata nella plenaria di luglio 2025 su richiesta della Commissione Europea, punta a rafforzare il dialogo civile e la partecipazione democratica, attraverso un piano strutturato su tre pilastri: tutela dello spazio civico, finanziamenti sostenibili e piattaforme permanenti di confronto tra istituzioni e organizzazioni.
Il documento immagina il CESE come centro propulsore del dialogo partecipativo, con un ruolo attivo nella costruzione di una democrazia europea più inclusiva, trasparente e resiliente.
La sintesi dell’opinione è disponibile sul sito ufficiale eesc.europa.eu.
L’intelligenza artificiale (AI) può trasformare i sistemi sanitari europei, affrontando sfide cruciali come l’invecchiamento della popolazione, le patologie croniche, l’aumento dei costi e la carenza di personale. Tuttavia, nonostante il potenziale e la disponibilità di strumenti basati su AI, la loro diffusione nella pratica clinica procede a rilento.
Il report finale dello Studio sullo sviluppo dell’AI nella sanità, analizza gli ostacoli tecnologici, normativi, organizzativi e culturali che ne frenano l’adozione. Allo stesso tempo, raccoglie buone pratiche già sperimentate con successo a livello globale, fornendo spunti concreti per una diffusione sostenibile e inclusiva anche nell’UE.
Il documento propone anche un quadro di monitoraggio e indicatori per valutare i progressi e accompagnare l’integrazione dell’AI nei sistemi sanitari, con l’obiettivo di promuovere un uso sicuro, etico ed efficace dell’innovazione nel rispetto dei diritti fondamentali dei pazienti.
Scarica lo studio completo sul sito dell’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione Europea.
La Commissione Europea ha aperto una consultazione mirata per raccogliere opinioni sulle prossime priorità del programma EU4Health. C’è tempo fino al 30 settembre 2025 per partecipare e contribuire alla definizione del Work Programme 2026 e più in generale all’orientamento strategico dell’UE in tema di salute pubblica.
L’invito è rivolto alle autorità nazionali, regionali e locali competenti in materia sanitaria, ma anche a organizzazioni della società civile, rappresentanti dei pazienti, professionisti, accademici, reti di esperti e attori del mondo imprenditoriale.
Un’occasione importante per incidere sulle politiche sanitarie europee con uno sguardo concreto ai bisogni reali dei territori e delle comunità.
Per tutti i dettagli: ec.europa.eu.
Dal 29 al 31 luglio 2025, leader di tutto il mondo si sono riuniti a Brasilia per la Quinta Conferenza Globale su Clima e Salute, tracciando le priorità in vista della COP30. L’evento ha visto la partecipazione di ministri della salute, organizzazioni internazionali, esperti e rappresentanti delle comunità indigene, con l’obiettivo comune di rafforzare il legame tra politiche sanitarie e ambientali.
Due le iniziative principali: l’elaborazione del Belém Health Action Plan, che sarà lanciato ufficialmente alla COP30, e il secondo incontro dell’Alleanza per l’Azione Trasformativa su Clima e Salute (ATACH). Tra gli esiti, anche l’annuncio di una Giornata della Salute alla prossima Conferenza ONU sul Clima e un chiaro impegno per il riconoscimento delle voci indigene nei processi decisionali.
Un appuntamento che segna un passaggio decisivo verso sistemi sanitari più resilienti, equi e centrati sulla persona.
L’articolo completo è disponibile sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).
Durante la Conferenza Globale su Clima e Salute a Brasilia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un nuovo rapporto della serie Global Evidence Review on Health and Migration (GEHM), dedicato all’intersezione tra cambiamenti climatici, migrazione e salute pubblica.
Il report evidenzia come le emergenze climatiche stiano già causando milioni di sfollamenti interni, aggravando vulnerabilità esistenti e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari. Analizzando 95 interventi sanitari globali, il documento mostra buone pratiche emergenti ma anche lacune persistenti, specie nella pianificazione a lungo termine e nell’inclusione dei migranti nelle politiche sanitarie nazionali.
Secondo l’OMS, per affrontare in modo efficace queste sfide occorre ripensare i sistemi sanitari: più resilienti, più inclusivi, più capaci di integrare migranti e rifugiati nei percorsi di cura, prevenzione e adattamento climatico.
Un contributo essenziale, a pochi mesi dalla COP30, per orientare la risposta globale verso modelli sanitari realmente sostenibili.
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