Hashatag correlati:
Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
La Regione Puglia ha approvato la programmazione triennale 2025–2027 per il rafforzamento del sistema integrato di welfare, con un investimento complessivo di oltre 83 milioni di euro, di cui più di 28 milioni già destinati all’annualità 2025. Le risorse, provenienti dal Fondo Nazionale Politiche Sociali, saranno trasferite agli Ambiti Territoriali Sociali per potenziare i servizi e garantire l’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).
La programmazione – elaborata in coerenza con il V Piano Regionale delle Politiche Sociali, prorogato fino a fine 2025 – pone una forte attenzione su minori, famiglie, persone con disabilità e nuove fragilità. Almeno il 50% delle risorse dovrà essere destinato a interventi educativi, domiciliari e di prevenzione della marginalità. Ogni Ambito dovrà attivare almeno un servizio stabile per l’affido familiare e garantire la copertura dei LEPS prioritari.
Per la Regione, si tratta di una scelta politica e culturale. “Investiamo per trasformare il sistema, non solo per mantenerlo”, sottolinea Ruggiero Mennea, consigliere delegato al Welfare. Un investimento che guarda alla costruzione di un welfare generativo, basato sulla prossimità, sull’innovazione e sulla partecipazione delle comunità locali.
Leggi l’articolo completo sul sito ufficiale della Regione Puglia.
È stata trasmessa al Parlamento la prima Relazione biennale sullo stato di attuazione della normativa in materia di parità e pari opportunità nel lavoro, redatta dalla Consigliera nazionale di parità Filomena D’Antini con la supplente Agnese Nadia Canevari. Il documento, previsto dal Codice delle pari opportunità, analizza l’efficacia delle politiche attuate nel triennio 2022–2024.
La Relazione, costruita su dati di fonti istituzionali come INPS, INAIL, INL e INAPP, offre un quadro aggiornato sull’occupazione femminile (salita al 52,5%), l’uso dei congedi, la sicurezza sul lavoro con attenzione al genere, e l’applicazione delle certificazioni di parità. Pur rilevando progressi, mette in evidenza criticità persistenti: concentrazione femminile in pochi settori, divari retributivi marcati e scarso accesso a posizioni apicali.
Permangono squilibri anche nella conciliazione vita-lavoro, con i padri ancora poco coinvolti nei congedi parentali. La Relazione sottolinea la centralità di strumenti normativi e culturali per colmare questi divari e valorizza il ruolo delle Consigliere di parità territoriali.
Il recepimento entro il 2026 delle direttive europee 2023/970 e 2024/1500 sarà decisivo per rafforzare il sistema, ma servirà un impegno strutturale su più fronti – normativo, culturale, economico e di servizi – per una reale trasformazione verso l’equità di genere nel mondo del lavoro.
Leggi l’articolo completo sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La Commissione europea ha adottato il Work Programme 2025 per EU4Health, definendo le principali linee strategiche per la salute pubblica. L’obiettivo è proteggere i cittadini europei e rafforzare l’innovazione sanitaria in ambiti cruciali quali le malattie cardiovascolari, il cancro, la sanità digitale, la valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA), la preparazione alle crisi, i medicinali e dispositivi medici, oltre alla gestione di sostanze di origine umana.
Il programma assegna risorse attraverso finanziamenti a fondo perduto e appalti pubblici, che contribuiranno a promuovere un’Europa più sana e resiliente. Il budget è stato ridotto di 1 miliardo di euro rispetto all’anno precedente, ma l’iniziativa punta a ottimizzare l’impatto sfruttando sinergie con altri programmi UE, come Horizon Europe, il Digital Europe Programme e il Fondo Sociale Europeo Plus.
EU4Health 2025 rappresenta dunque una tappa centrale per rafforzare il sistema sanitario europeo, combinando priorità settoriali con strumenti di cofinanziamento innovativi per sostenere la ricerca e i servizi sanitari a livello comunitario.
Leggi l’articolo completo sul sito della Commissione Europea.
Nel corso della sessione plenaria di luglio 2025, il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC) ha adottato una posizione chiave a favore di una Strategia UE contro la povertà, ambiziosa e fondata sui diritti. Secondo il Comitato, la povertà non è un effetto collaterale del sistema economico, ma una violazione strutturale della dignità umana e dei diritti fondamentali. Per questo serve una strategia sistemica, con obiettivi misurabili (come dimezzare la povertà entro il 2030) e strumenti più precisi di monitoraggio, come l’indicatore AROPE.
L’opinione sottolinea la necessità di un reddito adeguato garantito, di una protezione sociale universale e dell’accesso ai servizi essenziali (casa, sanità, energia). Il lavoro, da solo, non basta più: per contrastare la povertà lavorativa servono occupazioni di qualità, salari dignitosi e diritti forti. Particolare attenzione è riservata alle disuguaglianze intersezionali (genere, disabilità, status migratorio, età), alla lotta contro la criminalizzazione della povertà e all’inclusione digitale.
Il Comitato propone la nomina di un Coordinatore europeo contro la povertà, una governance integrata e il coinvolgimento diretto delle persone in povertà nella definizione delle politiche. L’EESC lancia un appello all’azione: l’UE deve dotarsi di una strategia coraggiosa e coerente per costruire un’Europa libera dalla povertà.
Per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti, restate sintonizzati sulla nostra newsletter.