Week 3 update – Osservatorio Welfare

di Synergia | Gennaio 16, 2026

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Attualità

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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.

Novità e Aggiornamenti sull’ADI

Assegno di Inclusione: nuovi criteri ISEE e modalità di rinnovo del beneficio

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha illustrato le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 per l’Assegno di inclusione. In relazione al calcolo dell’indicatore della situazione patrimoniale è previsto un innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione di proprietà da 52.500 a 91.500 euro, elevata a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane e incrementata nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo anziché al secondo come previsto dalla normativa precedente. La manovra ridetermina inoltre le maggiorazioni relative alla scala di equivalenza per la presenza di figli nel nucleo familiare introducendo una maggiorazione specifica anche in caso di nucleo con due figli e incrementando ciascuna delle altre maggiorazioni. Per quanto riguarda il rinnovo del beneficio, il contributo straordinario previsto per i beneficiari che nel 2025 hanno concluso le prime 18 mensilità viene riconosciuto anche a chi ha terminato il ciclo a novembre, mentre da gennaio 2026 viene eliminato il mese di sospensione previsto dopo la diciottesima mensilità e dopo i successivi periodi di 12 mesi di erogazione consentendo il rinnovo per periodi ulteriori di 12 mesi senza interruzione. L’importo della prima delle 12 mensilità viene riconosciuto nella misura del 50% dell’importo mensile del beneficio economico rinnovato. Scopri di più su Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

INPS: aggiornamento sistemi informatici per l’applicazione dei nuovi criteri

L’INPS ha comunicato l’aggiornamento delle procedure e dei sistemi informatici per recepire operativamente le modifiche ai criteri ISEE introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Le nuove modalità di calcolo più favorevoli si applicano non solo all’Assegno di inclusione ma anche al Supporto per la formazione e il lavoro, all’Assegno unico e universale per figli a carico e ai cosiddetti Bonus nido e Bonus nuovi nati. L’adeguamento tecnologico dei sistemi dell’Istituto permette ai cittadini di presentare le Dichiarazioni Sostitutive Uniche secondo i nuovi parametri e di ottenere attestazioni ISEE conformi ai criteri aggiornati facilitando l’accesso alle prestazioni sociali per un numero più ampio di nuclei familiari. L’INPS fornirà informazioni di dettaglio sulle modalità operative e sui tempi di implementazione delle modifiche attraverso specifiche circolari e messaggi che saranno pubblicati sul portale istituzionale. Scopri di più su INPS.

 

Progetti Utili alla Collettività: rimborso oneri assicurativi INAIL

Il Programma Nazionale Inclusione ha comunicato che fino al 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sostiene direttamente gli oneri assicurativi INAIL per i Progetti utili alla collettività rimborsando trimestralmente i costi tramite le risorse del POC Inclusione 2014-2020. Per beneficiare del rimborso entro il 31 gennaio 2026 i Comuni devono caricare sulla Piattaforma GePI l’Atto di adesione PUC 2026 che costituisce il documento necessario per l’attivazione e la realizzazione dei progetti. I Progetti utili alla collettività rappresentano uno strumento fondamentale per l’inclusione sociale dei beneficiari dell’Assegno di inclusione attraverso attività che favoriscono l’inserimento lavorativo e il contributo alla comunità locale sviluppando competenze e valorizzando le capacità individuali. Il sostegno economico agli oneri assicurativi garantisce ai Comuni la possibilità di attivare i progetti riducendo l’impatto economico-finanziario della copertura assicurativa obbligatoria per i partecipanti. Scopri di più sul sito dell’ADI.

 

Novità e Aggiornamenti dal Ministero della Salute

Approvato disegno di legge delega per il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 12 gennaio 2026 su proposta del Ministro della Salute Orazio Schillaci il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale. Il provvedimento che prevede l’adozione dei decreti attuativi entro il 31 dicembre 2026 interviene su più ambiti strategici del sistema sanitario rendendo il servizio sanitario nazionale più capace di rispondere ai fabbisogni assistenziali dei cittadini attraverso interventi sui modelli organizzativi con i nuovi ospedali di riferimento nazionale per garantire maggiore uniformità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e limitare la mobilità sanitaria, rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio e dei modelli di presa in carico in particolare per la non autosufficienza. La riforma prevede l’aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere con l’introduzione degli ospedali di terzo livello quali strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale, l’individuazione degli ospedali elettivi quali strutture ospedaliere per acuti prive di pronto soccorso dove trasferire pazienti acuti non urgenti provenienti da strutture di livello superiore, il miglioramento dell’appropriatezza dell’offerta ospedaliera attraverso la definizione di standard minimi per le attività di ricovero in coerenza con la disciplina dell’ospedale di comunità, il potenziamento del ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative anche sotto il profilo del riconoscimento del valore giuridico. Particolare attenzione viene dedicata all’assistenza territoriale per le persone non autosufficienti mediante l’indicazione di standard di personale, la garanzia della continuità assistenziale e la promozione della domiciliarità, all’aggiornamento dell’assistenza rivolta alle persone con patologie croniche complesse e avanzate e al rafforzamento dell’organizzazione delle cure palliative, alla valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure, al rafforzamento dell’integrazione tra interventi sanitari e socioassistenziali e al riordino dei servizi di salute mentale, e al riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per rafforzarne il contributo nell’assistenza territoriale. Scopri di più su Ministero della Salute.

 

Novità e Aggiornamenti sul PN Inclusione

Aggiornato il Manuale per i Beneficiari del PN Inclusione 2021-2027

Il Programma Nazionale Inclusione 21-27 ha pubblicato la terza versione del Manuale per i Beneficiari che rappresenta lo strumento operativo di riferimento per tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione delle iniziative finanziate dal Programma. Le principali modifiche apportate al documento sono riportate nella tabella di riepilogo presente nella sezione Premessa che consente di individuare rapidamente gli aggiornamenti introdotti rispetto alla versione precedente garantendo trasparenza e facilitando la consultazione da parte degli operatori. Il Manuale fornisce indicazioni dettagliate sulle procedure amministrative, sui requisiti per l’accesso ai finanziamenti, sulle modalità di rendicontazione delle spese e sugli obblighi informativi che i beneficiari devono rispettare per assicurare la corretta gestione delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi del Programma. Scopri di più su PN Inclusione.

 

Novità e Aggiornamenti dalle Istituzioni Europee

Eurofound: la contrattazione collettiva come strumento per l’equità retributiva di genere

Eurofound ha pubblicato un articolo che analizza il ruolo della contrattazione collettiva nell’attuazione del principio della parità retributiva per lavoro di uguale valore alla luce della Direttiva sulla trasparenza retributiva attualmente in fase di recepimento negli Stati membri. La Direttiva mira a garantire una migliore applicazione del principio di parità di retribuzione puntando sui datori di lavoro responsabili della definizione salariale priva di pregiudizi per i propri dipendenti e riconosce esplicitamente il ruolo della contrattazione collettiva nell’implementazione delle misure per contrastare la discriminazione retributiva. Gli accordi collettivi che coprono circa il 60% dei lavoratori europei rappresentano un meccanismo potenzialmente potente per promuovere l’equità retributiva di genere attraverso due canali principali: verticalmente fornendo classificazioni professionali e strutture retributive gender-neutral per guidare la definizione salariale aziendale, e orizzontalmente coordinando la definizione salariale e la valutazione del lavoro tra accordi collettivi o affrontando la concentrazione di un particolare genere in determinate posizioni per ridurre le disparità salariali tra settori e mansioni. La ricerca evidenzia che l’influenza della Direttiva sull’attuazione del diritto alla parità retributiva sarà probabilmente più forte lungo il canale verticale, mentre la ricerca di esempi di revisione delle strutture retributive negli accordi collettivi ha rivelato che questa opzione è attualmente sottoutilizzata con processi che richiedono tempi lunghi e non sempre considerano la prospettiva di genere come parte della valutazione. Per affrontare le disuguaglianze retributive trasversali tra settori è necessario un approccio che vada oltre la singola impresa e richieda il consenso delle parti sociali e dei governi riconoscendo che la sottovalutazione dei lavori tradizionalmente femminili va ben oltre la portata delle singole aziende. Scopri di più su Eurofound.

 

Novità e Aggiornamenti dalle Organizzazioni Internazionali

ILO: la qualità del lavoro globale ristagna nonostante la crescita resiliente

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato il rapporto Employment and Social Trends 2026 che evidenzia come la disoccupazione globale rimanga stabile ma i progressi verso il lavoro dignitoso siano in stallo con particolare preoccupazione per giovani e donne. Il tasso di disoccupazione globale dovrebbe mantenersi al 4,9% nel 2026 equivalente a 186 milioni di persone, tuttavia milioni di lavoratori in tutto il mondo continuano a non avere accesso a posti di lavoro di qualità con quasi 300 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di povertà estrema guadagnando meno di 3 dollari al giorno. L’informalità è in aumento con 2,1 miliardi di lavoratori che dovrebbero svolgere lavori informali entro il 2026 con accesso limitato alla protezione sociale, ai diritti sul lavoro e alla sicurezza del posto di lavoro, mentre l’acuta mancanza di progressi nei Paesi a basso reddito sta spingendo i lavoratori con le peggiori condizioni di impiego ancora più indietro. I giovani continuano a lottare con la disoccupazione giovanile salita al 12,4% nel 2025 e circa 260 milioni di giovani che non studiano né lavorano né seguono formazione, mentre nei Paesi a basso reddito i tassi NEET raggiungono il 27,9%. Le donne affrontano ancora barriere radicate guidate principalmente da norme e stereotipi sociali rappresentando solo due quinti dell’occupazione globale con una probabilità inferiore del 24% rispetto agli uomini di partecipare alla forza lavoro. Il rapporto analizza come i cambiamenti demografici stiano rimodellando i mercati del lavoro con l’invecchiamento della popolazione che rallenta la crescita della forza lavoro nelle economie più ricche mentre i Paesi a basso reddito faticano a trasformare la rapida crescita demografica in posti di lavoro produttivi. Le interruzioni del commercio globale stanno aggiungendo incertezza ai mercati del lavoro con l’incertezza sulle regole commerciali e i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento che riducono i salari dei lavoratori specialmente nel Sud-Est asiatico, nell’Asia meridionale e in Europa. Scopri di più su ILO.

 

Novità e aggiornamenti dalla Regione Liguria

Case della Comunità: linee guida per l’accesso e calendario aperture 2026

Regione Liguria ha definito il volto della nuova sanità territoriale attraverso le Case della Comunità, strutture nate per rispondere ai bisogni sanitari e sociosanitari a bassa e media complessità evitando ai cittadini inutili spostamenti verso i grandi ospedali. La Regione ha voluto definire quando rivolgersi alla Casa della Comunità attraverso linee guida regionali che chiariscano in quali situazioni il cittadino può trovare una risposta completa ai casi meno urgenti in strutture pensate per dare risposte sempre più vicine garantendo servizi adeguati e tempistiche più rapide. Rivolgersi ai punti di prossimità significa essere curati nel modo giusto e nel luogo giusto per casi come gestione delle cronicità con controllo e monitoraggio di patologie quali diabete scompenso cardiaco e BPCO, piccole urgenze e medicazioni per cura di ferite o ulcere che non necessitano di ricovero ospedaliero, riacutizzazioni lievi con gestione di sintomi comuni come febbre tosse o lievi difficoltà respiratorie in pazienti già in carico, assistenza post-dimissione con monitoraggio clinico per chi è appena uscito dall’ospedale e supporto per terapie domiciliari, prestazioni infermieristiche come esecuzione di iniezioni rilevazione parametri vitali ed elettrocardiogrammi programmabili, e supporto sociale e psicologico con presa in carico di persone fragili anziani non autosufficienti e offerta di supporto psicologico o attività di prevenzione. Sono attualmente aperte 19 Case della Comunità distribuite sul territorio regionale mentre ulteriori 11 strutture apriranno entro il 31 marzo 2026 completando la rete territoriale prevista dal Piano. L’utilizzo appropriato delle Case della Comunità contribuisce a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso che devono essere utilizzati solo in caso di reale emergenza-urgenza ricordando che gli accessi con codice bianco prevedono il pagamento del ticket proprio perché non rivestono carattere di urgenza. Scopri di più su Regione Liguria.

 

Novità e aggiornamenti dalla Regione Lombardia

Cabina di Regia permanente per il contenimento delle liste d’attesa

Regione Lombardia ha istituito una Cabina di Regia permanente con il compito di coordinare tutte le attività necessarie al contenimento delle liste di attesa e al miglioramento dei tempi di risposta del sistema sanitario regionale attraverso una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. La Cabina di Regia opererà attraverso un utilizzo integrato dei dati relativi ai tempi di attesa, alle classi di priorità e all’offerta disponibile mediante i nuovi cruscotti regionali attualmente in fase di sviluppo, e le scelte assunte dalla nuova struttura saranno vincolanti per gli enti del Servizio Sanitario Regionale. Tra le funzioni principali figurano la definizione delle priorità per l’impiego delle risorse aggiuntive assegnate alla Direzione Generale Welfare, la verifica del rispetto dei requisiti e dei limiti di spesa, la formulazione di indirizzi per l’utilizzo delle risorse previste dalla normativa nazionale con particolare attenzione alle prestazioni aggiuntive e alle politiche di reclutamento del personale sanitario. La Cabina supporterà inoltre la Direzione Generale Welfare nella valutazione dell’attivazione di interventi di intensificazione dell’offerta o di assunzione di personale ed è composta dal Direttore Generale Welfare con funzioni di Coordinatore, dai Dirigenti regionali delle Unità Operative Organizzazione offerta Progetti trasversali e Ricerca, Sistemi Informativi e Sanità digitale e Polo Ospedaliero, da tre responsabili di Struttura di gestione operativa appartenenti ad ASST identificate nelle macroaree Milano Città Metropolitana, macroarea ovest Lombardia e macroarea est Lombardia, e da tre rappresentanti di ATS per la valutazione dell’offerta sanitaria e il rapporto con gli erogatori privati. Ogni Azienda avrà obiettivi specifici modulati nel tempo a seconda dell’andamento delle prescrizioni e delle richieste per dare risposte concrete e tempestive ai cittadini utilizzando in modo appropriato le risorse disponibili e intervenendo dove serve sia sull’offerta di prestazioni sia sul personale sanitario. Scopri di più su Lombardia Notizie.

 

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