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Ogni settimana vi offriamo aggiornamenti, spunti e approfondimenti sui servizi sociali e sociosanitari, per tenervi informati sulle novità del settore e stimolare il confronto su temi di interesse. Restate con noi per esplorare insieme le dinamiche in evoluzione e le opportunità che il contesto attuale ci offre.
Regione Lombardia comunica che, su 216 Case di Comunità previste, 142 risultano già attive (oltre il 65%) secondo i dati aggiornati a giugno 2025. L’assessorato sottolinea l’adozione di un modello progressivo di attivazione, che consente la fruizione dei servizi anche prima del pieno completamento infrastrutturale. La Direzione Generale Welfare difende inoltre i livelli di attivazione dei principali servizi obbligatori (PUA, ADI, integrazione sociale) con percentuali superiori al 94%, mentre il punto prelievi e la diagnostica di base restano meno diffusi.
Una lettura opposta emerge dalla conferenza stampa del gruppo regionale del Partito Democratico, che ha ottenuto dati dettagliati tramite accessi agli atti su ogni singola struttura. Il Pd denuncia che solo 8 Case di Comunità su 216 (il 4%) rispettano integralmente i requisiti del DM 77/2022, come la presenza continuativa di medici di medicina generale e infermieri. Inoltre, il 34% delle strutture non è ancora attivo, e in molte strutture mancano diagnostica, servizi sociali e punti prelievo. L’accusa politica è che la Regione rischi di non centrare gli obiettivi PNRR, con conseguente perdita di finanziamenti. Due letture profondamente diverse quindi: una improntata al consolidamento progressivo, l’altra alla denuncia di ritardi e carenze strutturali rispetto agli impegni presi.
In sintesi, sullo stato delle Case di Comunità in Lombardia emergono due letture contrapposte: la Regione rivendica un avanzamento concreto, con oltre il 65% delle strutture attive, mentre l’opposizione denuncia gravi ritardi e carenze nei servizi obbligatori. Il confronto resta aperto, con il rispetto dei requisiti del DM 77/2022 e delle scadenze PNRR come snodi decisivi per il futuro della sanità territoriale lombarda.
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La Regione Puglia ha dato il via libera a quattro progetti strategici per il superamento degli insediamenti informali di migranti nei Comuni di Bisceglie, Brindisi, Carapelle e Carpino. Finanziati dal PNRR (Missione 5 – Componente 2 – Investimento 2.2), gli interventi prevedono la creazione di 304 nuovi posti letto, per un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro. Le strutture riqualificate, tra cui un ex monastero, immobili comunali e abitazioni private in comodato d’uso, saranno dotate di spazi per l’accoglienza dignitosa, la socialità e la formazione. A Carapelle, l’intervento sarà anche accessibile alle persone con disabilità e saranno abitazioni ad alta efficienza energetica. Il piano intende migliorare le condizioni abitative dei lavoratori agricoli migranti, contrastare lo sfruttamento e rafforzare l’integrazione.
La Regione assumerà un ruolo attivo nel supporto ai Comuni e nella co-progettazione dei servizi, in collaborazione con enti del terzo settore. L’assessora Matrangola sottolinea il valore trasformativo di questi progetti e auspica ulteriori proroghe al termine del PNRR, continuando intanto il lavoro con risorse del PR Puglia 2021–2027.
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L’INPS ha presentato il XXIV Rapporto Annuale, illustrando l’andamento del sistema previdenziale e assistenziale italiano. Il documento evidenzia le principali tendenze demografiche e occupazionali che influenzano la sostenibilità del welfare, tra cui l’invecchiamento della popolazione, il calo della natalità e le dinamiche del mercato del lavoro.
Il Rapporto analizza il ruolo dell’INPS come attore centrale nel contrasto alla povertà e nella gestione di misure come l’Assegno di inclusione e l’Assegno unico universale. Sono stati inoltre approfonditi i risultati delle politiche attive, l’impatto delle trasformazioni digitali nei servizi e la necessità di rafforzare la protezione sociale in un contesto di crescente instabilità economica e demografica. Tra le sfide future emergono la transizione digitale, il sostegno alle nuove forme di lavoro e l’equilibrio tra sostenibilità finanziaria e universalismo delle prestazioni.
Leggi l’articolo completo sul sito dell’INPS.
L’INPS ha attivato, per il biennio 2025–2026, la nuova Prestazione Universale, un sostegno economico dedicato agli anziani ultraottantenni che si trovano in condizioni di gravissima non autosufficienza. Si tratta di una misura sperimentale volta a rafforzare le tutele per le persone più fragili, con particolare attenzione a chi ha un forte bisogno assistenziale e una limitata disponibilità economica. Per accedere al beneficio è necessario avere almeno 80 anni, risultare già titolari dell’indennità di accompagnamento e possedere un ISEE ordinario o ristretto inferiore o pari a 6.000 euro. La valutazione del bisogno avviene tramite un processo integrato che coinvolge la Commissione medico-legale dell’INPS e una componente sociale.
La prestazione si compone di due parti: una quota fissa, pari all’importo dell’indennità di accompagnamento, e una quota integrativa mensile pari a 850 euro, finalizzata a coprire spese documentate per assistenza qualificata, come il lavoro di una badante o l’acquisto di servizi professionali.
L’INPS ha predisposto un sistema semplificato per la presentazione delle domande – che potranno essere inoltrate fino al 31 dicembre 2026 – tramite il proprio portale con accesso SPID, CIE o CNS, oppure con l’assistenza di patronati e CAF. Sono disponibili anche tutorial video per accompagnare l’utente nella procedura online. La prestazione è esente da imposte e non pignorabile. Costituisce un importante passo verso il riconoscimento dei bisogni assistenziali gravi, e rappresenta una risposta concreta al crescente invecchiamento della popolazione.
Leggi l’articolo integrale sul sito dell’INPS.
L’INPS ha pubblicato l’avviso Valore PA 2025, rivolto alle amministrazioni pubbliche per partecipare a corsi universitari pensati per i propri dipendenti. Le proposte formative potranno essere presentate dal 28 luglio al 19 settembre 2025 tramite il servizio “Valore PA: partecipazione di dipendenti pubblici a corsi di formazione” disponibile sul portale INPS.
L’avviso è rivolto a istituzioni universitarie, consorzi e fondazioni riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che possono proporre corsi selezionati dall’INPS. Si tratta di iniziative volte a rafforzare le competenze del personale pubblico, con finanziamento integrale garantito dall’INPS. Le amministrazioni interessate possono configurare e inviare i propri fabbisogni formativi nella finestra temporale indicata, ottenendo accesso a corsi strutturati e qualificati per migliorare la qualità dei servizi pubblici e promuovere la valorizzazione delle risorse umane.
L’Unione Europea ha finanziato tre nuovi progetti nell’ambito del programma Horizon Europe – Cluster 4 (Digital, Industry and Space) per promuovere un’IA più trasparente, robusta e sicura. I progetti – ROBUSTIFAI, AIXPERT e TRUMAN – ricevono un finanziamento complessivo di 21,4 milioni di euro.
Questi interventi si inseriscono nella strategia dell’UE per promuovere un’intelligenza artificiale human‑centric, conforme agli standard etici e normativi europei.
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Durante il Summit globale AI for Good svoltosi a Ginevra (8–11 luglio 2025), si è tenuta una sessione dedicata all’uso dell’intelligenza artificiale (AI) sia nella sanità moderna che nella medicina tradizionale. Organizzata in collaborazione tra WHO, ITU e WIPO, la sessione ha affrontato temi cruciali come l’etica, la sicurezza e l’accessibilità dell’AI nei sistemi sanitari globali.
È stata inoltre presentata la Global Initiative on AI for Health (GI-AI4H), con aggiornamenti sul suo percorso e obiettivi futuri. In particolare, è stato lanciato il technical brief “Mapping the application of artificial intelligence in traditional medicine”, che analizza l’uso attuale e le potenzialità future dell’AI nella medicina tradizionale.
Il workshop collegato ha discusso l’impiego responsabile e innovativo dell’AI, esplorando casi d’uso, rischi emergenti e lacune di conoscenza in ambiti come medicina complementare. WHO definisce l’AI come un game changer—capace di rivoluzionare la salute pubblica, la clinica e il benessere individuale.
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Secondo un nuovo studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), gli investimenti pubblici nella cura dell’infanzia e degli anziani, se orientati all’occupazione intensiva, potrebbero generare fino a 299 milioni di posti di lavoro dignitosi entro il 2035. Questi investimenti, se ben progettati, rappresentano una risposta concreta alle crisi occupazionali e sociali, contribuendo a rafforzare l’equità di genere e l’inclusione.
Il policy brief evidenzia tre aree chiave d’intervento:
L’ILO sottolinea che l’80% dei posti generati sarà destinato a donne, con effetti significativi sul tasso di occupazione femminile. L’approccio è già stato testato con successo in Paesi come Giordania e Madagascar. Il documento invita i governi a includere la cura tra le priorità dell’azione pubblica per lo sviluppo sostenibile.
Leggi l’articolo completo sul sito dell’ILO.
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