Minori online: le tips della Commissione europea per una navigazione sicura
La pervasività di internet e i rischi legati alla rete non sono certo una novità. Smartphone, social media, videogiochi e piattaforme di streaming sono ormai parte integrante della nostra quotidianità e accompagnano sempre più anche la crescita di bambini e adolescenti. Proprio i più giovani sono particolarmente esposti alle dinamiche delle piattaforme online, spesso progettate per catturare e trattenere l’attenzione. Non sorprende, quindi, che in tutta Europa stia crescendo la preoccupazione per i rischi che i minori possono incontrare online. Per rafforzarne la tutela, il 17 settembre la Commissione europea ha presentato l’EU KIDS Act: una proposta che introduce un accesso graduale ai social media in base all’età e nuove regole per i servizi online, comprese le piattaforme di streaming, i videogiochi e i servizi basati sull’intelligenza artificiale. Ma rendere il digitale più sicuro non dipende soltanto dalle regole imposte alle piattaforme. Anche gli adulti hanno un ruolo fondamentale nell’accompagnare bambini e ragazzi nella loro esperienza online. Per questo, insieme alla proposta, la Commissione europea ha diffuso una serie di indicazioni rivolte a genitori e caregiver, con suggerimenti concreti per favorire un utilizzo più sicuro e consapevole del digitale.
1. Costruire abitudini sane davanti agli schermi
Il primo suggerimento riguarda il tempo trascorso davanti agli schermi, che dovrebbe cambiare con la crescita. La Commissione suggerisce di evitare l’uso degli schermi tra 0 e 2 anni e di prevedere successivamente limiti adeguati all’età, mantenendo la supervisione degli adulti fino ai 10-12 anni. Con gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni, invece, i limiti dovrebbero essere discussi insieme, assicurandosi che il tempo online lasci spazio allo studio e alle relazioni sociali in presenza. L’obiettivo, quindi, non è semplicemente “contare le ore”, ma aiutare bambini e ragazzi a trovare un equilibrio tra vita digitale e vita offline.
2. Scegliere app e videogiochi adatti all’età
Non tutti i contenuti e gli ambienti digitali sono pensati per tutte le età. Per questo è importante verificare che app e videogiochi siano adeguati all’età del bambino. Per i più piccoli, fino ai 12 anni, la Commissione suggerisce inoltre che console e dispositivi vengano utilizzati in presenza di un adulto. La supervisione, soprattutto nei primi anni, può diventare così anche un’occasione per conoscere gli ambienti digitali frequentati dai propri figli.
3. Creare spazi e momenti senza dispositivi
Ci sono luoghi e momenti della giornata dai quali è opportuno che lo smartphone resti fuori. Tra le indicazioni europee troviamo quella di non consentire l’utilizzo dei dispositivi in bagno, in camera da letto e durante i pasti. Stabilire alcuni confini aiuta a evitare che la connessione diventi una presenza continua e a preservare momenti dedicati al riposo, alla relazione e alla vita familiare.
4. Entrare, ogni tanto, nel loro mondo digitale
Un consiglio particolarmente interessante è quello di trascorrere del tempo online insieme: chiedere a bambini e ragazzi di guardare con noi i loro contenuti preferiti, interessarsi a ciò che seguono e cercare di comprenderlo prima di giudicarlo. La Commissione invita infatti gli adulti a non criticare automaticamente “le loro cose”, ma ad aiutarli a sviluppare un proprio giudizio. C’è anche un altro vantaggio: condividere questi momenti permette di capire meglio quali contenuti gli algoritmi stanno proponendo loro. È un piccolo cambio di prospettiva: non guardare il mondo digitale soltanto dall’esterno, ma provare ogni tanto ad attraversarlo insieme.
5. Fare in modo che sappiano di poter chiedere aiuto
Cosa succede se un bambino o un adolescente vede qualcosa che lo spaventa, riceve un messaggio indesiderato o vive un’esperienza negativa online? La prima risorsa dovrebbe poter essere un adulto di cui si fida. Per questo la Commissione invita a incoraggiare bambini e ragazzi a raccontare ciò che li preoccupa online, rassicurandoli sul fatto che saranno aiutati e non colpevolizzati, puniti o privati del dispositivo. La paura della reazione dell’adulto non dovrebbe diventare un ostacolo alla richiesta di aiuto.
6. Continuare a parlare di sicurezza online
La sicurezza online non è un argomento riservato ai bambini più piccoli. Le conversazioni dovrebbero continuare durante tutta l’adolescenza, anche tra i 16 e i 18 anni e oltre. Cambiano l’età, gli strumenti utilizzati e il grado di autonomia, ma cambiano anche i rischi e le situazioni che ragazzi e ragazze possono incontrare. Per questo anche l’accompagnamento degli adulti deve evolvere.
7. Attenzione allo sharenting
La sicurezza digitale dei minori dipende anche da ciò che gli adulti pubblicano su di loro. La Commissione invita a riflettere attentamente prima di condividere online fotografie e video di bambini e adolescenti. Le informazioni pubblicate possono infatti essere utilizzate in modi diversi sia da sconosciuti sia attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Prima di pubblicare, quindi, vale la pena chiedersi non soltanto “voglio condividere questa foto?”, ma anche “è giusto che questa immagine rimanga online?”.
8. Prestare attenzione a come comunicano online
Non conta soltanto quanto tempo bambini e ragazzi trascorrono online, ma anche ciò che accade mentre sono connessi. La Commissione suggerisce di prestare attenzione al tono delle conversazioni online e durante il gaming e di osservare eventuali segnali che potrebbero indicare situazioni problematiche. Non significa controllare ogni conversazione, ma mantenere attenzione verso eventuali cambiamenti o segnali che meritano di essere approfonditi.
9. Dare il buon esempio
Infine, una delle indicazioni più semplici e forse più impegnative riguarda proprio gli adulti. Non possiamo chiedere ai più giovani un rapporto equilibrato con la tecnologia se siamo i primi a essere costantemente davanti a uno schermo. La Commissione invita genitori e caregiver a non rimanere incollati ai propri dispositivi quando sono con bambini e ragazzi, dedicando loro attenzione e preservando momenti e conversazioni importanti. Educare al digitale passa, quindi, anche dai comportamenti che mostriamo ogni giorno.
Proteggere, accompagnare, educare
Le indicazioni europee restituiscono un messaggio interessante: la sicurezza online non si costruisce attraverso una sola regola. Servono limiti adeguati all’età, attenzione ai contenuti e agli ambienti frequentati, ma anche dialogo, fiducia, presenza e capacità degli adulti di interrogarsi sulle proprie abitudini digitali. E quando qualcosa online diventa problematico, non bisogna affrontarlo da soli: la Commissione ricorda che è possibile rivolgersi ai team specializzati della rete europea dei Safer Internet Centres, che offrono supporto per problemi legati alla sicurezza online. L’EU KIDS Act interviene sulle responsabilità delle piattaforme. Questi consigli guardano all’altra parte della relazione: ciò che possiamo fare, ogni giorno, come adulti che accompagnano bambini e ragazzi nella loro esperienza digitale. E forse è proprio dall’incontro tra questi due livelli — ambienti digitali più sicuri e adulti più consapevoli — che può nascere una protezione realmente efficace.
Bibliografia e sitografia
- Commissione europea (2026), EU KIDS Act: helping children navigate a safer online world, 17 settembre 2026.
EU KIDS Act – Commissione europea
- Commissione europea (2026), Digital Decade 2026: Special Eurobarometer, 17 giugno 2026.
Eurobarometro speciale sul Decennio digitale 2026
- European Union Agency for Fundamental Rights – FRA (2026), Protecting children on social media – Views on age limits, 27 marzo 2026.
Protecting children on social media – FRA
- Commissione europea (2026), Online safety – Tips for parents and caregivers.